Didattica a distanza: migliorano le competenze

 

La didattica a distanza migliora le competenze digitali di docenti estudenti, ma aumentano stress e stanchezza

da Il Sole24 Ore – 31/7/2020 - Redazione Scuola

 

MicrosoftItalia ha annunciato ieri i risultati di “Emotion Revolution: Emozioni eDidattica a distanza durante l’emergenza Covid-19”, una ricerca qualitativa diMicrosoft Italia, realizzata in collaborazione con PerLAB e Wattajob, che hamonitorato gli effetti emotivi della recente emergenza nel mondo della scuola,tra gli insegnanti e gli studenti e della Didattica a distanza.

Lasituazione vissuta negli scorsi mesi ha portato infatti insegnanti e studenti adover rivoluzionare le proprie abitudini, applicando le proprie competenze inuno scenario completamente nuovo e ripensando l’approccio all’insegnamento eall’apprendimento. Anche le abitudini di molte famiglie sono cambiateprofondamente con un impatto inevitabile sul vissuto emotivo dei lorocomponenti.

Ne emergeuno scenario luci e ombre, in un momento di ancora forte incertezza sulprossimo anno scolastico. Se da un lato infatti la Didattica a distanza (Dad) èstata indubbiamente fondamentale per garantire continuità ai ragazzi,contribuendo a migliorare sensibilmente le competenze digitali tra studenti eanche tra i docenti, dall’altro è stata anche fonte di stress e stanchezza perentrambe le categorie, segnale questo di come la scuola debba essere in primisun luogo di insegnamento e apprendimento fisico, dove il digitale è unostrumento che non vuole sostituirsi alla didattica tradizionale ma integrarsiper un approccio più innovativo, dinamico e trasversale.

Rapporto conla tecnologia
Il 70% degli insegnanti dichiara un miglioramento significativo nel lororapporto con la tecnologia, che ha generato notevoli benefici nello svolgimentodella professione: l’uso di strumenti digitali ha reso infatti i docenti piùmotivati (17%), più concentrati (9%) e più soddisfatti in generale del lorolavoro (9%). Altri punti di forza della DaD, sono stati un generalemiglioramento della pianificazione della didattica (10%) e un’ottimizzazionedei tempi e costi (9%). Tuttavia, emerge tra una parte minoritaria degliinsegnanti – il 14% – la difficoltà di coinvolgere in modo efficace glistudenti durante la lezione.

Lo sviluppodi competenze digitali da parte degli studenti è il primo vantaggio concretodelle lezioni a distanza secondo il 17% degli insegnanti e genitori che hannopartecipato alla survey, seguita dall’acquisizione di una maggiore autonomianella fase di apprendimento, secondo il 9% del campione. I corsi da remotoinfatti hanno permesso agli studenti, dai più grandi ai più giovani diacquisire capacità informatiche – dalla partecipazione a un meeting virtuale,alla creazione e condivisione di contenuti online – in tempi molto più rapidi,innescando un processo a valore che li aiuterà nel loro percorso futuro. Unmaggiore senso di coesione con docenti e compagni di classe invece è il terzorisultato positivo generato dalla Dad, secondo il 5% degli intervistati.

In generale,i docenti italiani intervistati percepiscono all’interno della propria comunitàscolastica un clima sostanzialmente positivo, che raggiunge un punteggio di 3,9su una scala da 1 a 5 e rilevano un buon livello di soddisfazione (4,9 su 5)rispetto a questa nuova modalità di didattica.

La mancanzadi strumenti e infrastrutture adeguate – connessione internet non sufficiente emancanza di dispositivi in alcune zone del Paese – resta il principale ostacoloalla piena implementazione delle lezioni online, indicato dal 21% degliintervistati, seguito dal numero maggiore di distrazioni a cui sono soggettigli studenti a casa, rispetto all’aula tradizionale (14%).

Stanchezza estress infine sono le prime due emozioni negative legate all’uso dellatecnologia che accomunano docenti e studenti, conferma che questa modalità diapprendimento sia stata introdotta in questa sua forma per far fronteall’emergenza e non possa sostituirsi completamente alla didattica in presenzache resta fondamentale e necessaria. Emerge il bisogno di ripensare ladidattica a distanza per poter essere integrata in modo permanente con ladidattica tradizionale.

Conseguenzeemotive
Sebbene non siano mancate le emozioni positive – interesse, determinazione esperanza – il vissuto emotivo dei docenti è risultato però connotarsi intermini prevalentemente negativi: ansia, stanchezza e insicurezza si confermanole prime tre emozioni provate nel corso della pandemia. Dover far fronte tempestivamentea un nuovo modello di scuola (Dad) con mezzi e competenze non sempre adeguati,ha ulteriormente incrementato la complessità di questa fase emergenziale,portando i docenti ad abbandonare la propria zona di comfort.

Noia,solitudine e confusione per le prime tre emozioni negative provate invece daglistudenti. È possibile che, la scarsa esperienza dei docenti nello svolgere DaDnon abbia favorito lo svolgimento di lezioni particolarmente coinvolgenti einterattive per i «nativi digitali». L’isolamento sociale, che hacaratterizzato questa fase, sembra aver giocato un ruolo altrettantosignificativo nell’influenzare le emozioni degli studenti.

L’incertezzaverso l’organizzazione scolastica futura è la principale fonte di stress per idocenti intervistati (17%), seguita dal raggiungimento del work-life balance(15%) e dalla gestione dei carichi di lavoro (13%). In un momento di profondicambiamenti organizzativi che la scuola italiana sta attraversando, i docentihanno individuato tra i principali fattori di stress la mancanza di direttivepuntuali e in tempi brevi da parte delle Istituzioni rispetto a quella che saràla futura riorganizzazione della scuola italiana

«Durantequesto momento così complesso per l’intero Paese, abbiamo assistito a una verae propria rivoluzione digitale del sistema scolastico, impensabile fino a pochimesi fa. Nonostante la scuola italiana fosse nella maggior parte dei casi inritardo su competenze e strumenti digitali, la situazione di crisi ha dato unimpulso decisivo per lo sviluppo di quelle conoscenze tecnologiche che, oggi,sempre più giocano un ruolo fondamentale nel mondo del lavoro edell’educazione. Microsoft Italia ha aiutato scuole e università a dotarsi intempi rapidi di tutto ciò che era necessario per le lezioni a distanza, facendoecosistema con le istituzioni, le aziende, le associazioni e con i partner sulterritorio e continueremo a farlo nei prossimi mesi, per accompagnare unrientro a scuola che tenga conto dell’esperienza digitale. Con questa ricerca,abbiamo voluto analizzare cosa ha funzionato e cosa no, affinché la tecnologia,nel lungo termine, possa essere integrata in modo davvero efficace nelladidattica tradizionale per rinnovarla e migliorarla», ha commentato ElviraCarzaniga, direttore della divisione Education di Microsoft Italia.

 

 



 

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