Liberare la scuola: la scuola durante questi mesi di forzata chiusura ha dimostrato una spinta innovativa, resiliente e creativa

 

Comunicato Stampa

LIBERARE LE SCUOLE

Una urgenza non piùrinviabile,

un modello cuiispirare un moderno sistema scolastico

 

L’esperienza della scuola vissuta durante questi mesi diforzata chiusura a causa dell’epidemia di Covid-19, ha reso ancora più evidentialcune questioni sulle quali non è più possibile tacere e che indicano conchiarezza una strada da percorrere per il nostro sistema di istruzione.

Il primo e più importante aspetto da sottolineare è cheinsegnanti, dirigenti, gestori, studenti e famiglie, quando possono concentrarsiin autonomia sullo scopo per cui la scuola nasce, sono in grado diimprimere una spinta innovativa e creativa all’organizzazione didattica,educativa e gestionale delle scuole italiane. Pure in mezzo a grandidifficoltà, abbiamo visto e ascoltato innumerevoli esempi di ciò che lascuola è e può essere.

Nell’imprevedibilità della situazione, le scuole paritariehanno offerto il loro significativo contributo: hanno preso molte decisioni alivello organizzativo, hanno messo in campo creatività e assunzione diresponsabilità. L’avvio del prossimo anno scolastico non potrà non far tesorodi quanto si è visto accadere; l’offerta delle scuole paritarie nel nostropaese è un bene prezioso e deve essere valorizzato e sostenuto. (M. Masi,Presidente Cdo Opere Educative)

Il secondo aspetto, anch’esso di grande importanza, è che lanuova situazione ha reso ancora più evidenti i limiti dovuti alle già noterigidità strutturali, ai troppi lacci burocratici e alle conseguenti difficoltà(e timori) nell’assumersi quelle responsabilità che invece sono necessarie einevitabili per conseguire lo scopo per cui ogni istituzione scolastica esiste:accompagnare il ragazzo nella sua crescita, nel prendere coscienza di sé edel mondo e sostenerlo nell’imparare.

“Auspico che, in una scuola autenticamente liberata, ilresponsabile della direzione possa ritornare alla sua propria funzione dipromotore e coordinatore dell’attuazione della proposta formativa, valorizzandol’apporto dei vari soggetti educativi del proprio Istituto (docenti, personale,famiglie) e del contesto in cui opera la scuola” (E. Delfino, PresidenteDisal)

Partendo da tali evidenze, le associazioni Cdo OpereEducative, Diesse e Disal hanno voluto stilare un “manifesto” comune – LIBERARELE SCUOLE- col quale intendono formulare alcune proposte che possanosegnare un riferimento per l’avvio di una rivisitazione delle norme scolastichea sostegno di una autentica libertà di educazione ed in vista di un rilanciodel sistema della scuola pubblica, in particolare di quella paritaria.

Il Manifesto “Liberare le scuole”, che può essere lettointegralmente sul sito delle rispettive associazioni, vuole essere uncontributo di riflessioni e di proposte perché la scuola italiana possa tornarea crescere, educare, collaborare fattivamente al bene delle nuove generazioni edella società intera.

“Si tratta di recuperare la dimensione di ricerca esperimentazione didattica, proprie dell'autonomia scolastica, per superare lariduzione impiegatizia del mestiere dell'insegnante e valorizzare invece quellaresponsabilità e creatività, quella cura dei ragazzi, così importanti specie insituazioni difficili come quella che stiamo attraversando” (C. Di Michele,Presidente Diesse).

Liberare le scuole è oggi un’urgenza non più rinviabile eun modello cui ispirare un moderno sistemo scolastico perché è nell’esperienzadi una libertà vissuta e riconosciuta che fiorisce il desiderio di educazione,e l’educazione è possibile solo dove esistono spazi di libertà.

 

Milano,29 giugno 2020

 

 

LIBERARE LE SCUOLE

 

L’esperienza della scuola durante questi mesi diforzata chiusura, ha dimostrato che insegnanti,dirigenti, gestori, studenti e famiglie sono in grado di imprimere una spintainnovativa, resiliente e creativa all'organizzazione didattica, educativa egestionale delle scuole italiane, quando possono concentrarsi sullo scopoper cui la scuola nasce: accompagnare ilragazzo nella sua crescita, nel prendere coscienza di sé e del mondo esostenerlo nell’imparare. Tutto questo è avvenuto in quello che avrebbe potutoessere il momento più buio della scuola italiana, con edifici chiusi einaccessibili, ragazzi costretti tra le mura domestiche, insegnanti obbligatiad utilizzare tecnologie e metodi didattici in molti casi mai affrontati. Purein mezzo a grandi difficoltà, abbiamovisto e ascoltato innumerevoli esempi di ciò che la scuola è e può esseree, insieme, sono emersi alcuni vincolitroppo rigidi che la nuova situazione ha messo in evidenza.

In particolare, la scuola paritaria ha potutoprendere coscienza del bene più prezioso che ne caratterizza la ragioned'essere: la libertà di azione nel perseguimento del suo scopo, l'autonomiadelle scelte, la possibilità di costruire un'opera educativa a partiredall'origine che la fa nascere e dall'identità che la genera, nellecircostanze che vengono offerte. Tale ricchezza originale è più decisiva diogni finanziamento, pur importantissimo, di ogni emergenza, di ogni tentativodi omologare la scuola paritaria ad una copia "privata" della scuolastatale.

Così la scuola statale è stata sollecitata a riscoprire il valore socialedella propria azione, la centralità della relazione educativa, il valoredel’alleanza tra soggetti nella realizzazione di processi formativi ed aripensare la proposta organizzativa secondo un modello di comunità diapprendimento.

Liberare le scuole, dunque, perché ènell’esperienza di una libertà vissuta ericonosciuta che fiorisce il desiderio di educazione, e l’educazione èpossibile solo dove esistono spazi di libertà.

 

Ed è perciò in forza di questa esperienza di scuola “liberata” vissuta in questimesi che formuliamo alcune proposteche possono segnare un riferimento per l’avvio di una rivisitazione delle normescolastiche a sostegno di una autentica libertà di educazione ed in vista di unrilancio del sistema della scuola pubblica, in particolare di quella paritaria.

 

1.  Libertà di insegnare. Abbiamo vistoinsegnanti giovani o precari condividere con colleghi di grande esperienzadidattica le proprie competenze e il proprio vissuto, generando migliorecapacità di rispondere alla situazione. Chiediamo quindi l’abolizione delvincolo del possesso dell’abilitazione come titolo per l'insegnamento,riconoscendo idonei ad insegnare tutti coloro che possiedono i requisiti perpartecipare ad un concorso per l'assunzione come docenti nei ruoli statali. Èavvenuto per i medici (laurea = idoneità) in periodo di emergenza. Si introducaanche per gli insegnanti. Siano eventualmente scuole, presidi, docenti conadeguata esperienza a garantire tirocinio e formazione per gli insegnanti piùgiovani.

2.   Libertà diorganizzare. Il tempo scuola, la quantità di ore dilezione o di giorni a scuola hanno assunto un significato nuovo durante questoperiodo. Studenti, famiglie e contesti hanno esigenze diverse: ripensiamoal tempo scuola, ai vincoli che ancora esistono, lasciamoalle scuole l'autonomia organizzativa che intendono esercitare per rispondereal meglio a queste esigenze cominciando dal calendario e dall’articolazione deltempo scuola. Si stabiliscano obiettivi e limiti minimi e si permetta allescuole di definire il tempo della didattica e del recupero, arrivando anche aripensare modalità e funzione degli sami di fine ciclo.

3.  Libertà di scegliere. Abbiamosperimentato che le scuole non sono tutte uguali e rispondono diversamente allesfide del presente. Permettiamo alle famiglie di scegliere liberamente lascuola per i propri figli, senza vincoli geografici (presenti ancora nellascelta della scuola dell’infanzia o per istituti con richieste di iscrizioneparticolarmente numerose) o economici (la necessità di sostenere una rettanella scuola paritaria). Questo avvenga attraverso un significativofinanziamento di tutto il sistema pubblico di istruzione, con un sostanzialeadeguamento delle risorse per le paritarie di ogni ordine e grado. Si rendapossibile la libertà di scelta anche attraverso adeguate detrazioni fiscali perle spese di istruzione. Avvenga in qualsiasi modo, ma, a 20 anni dalriconoscimento della parità giuridica, è tempo di dare attuazione anche aquella economica.

4.  Libertà di costruire. Abbiamoscoperto che le scuole sono, insieme alla famiglia, l’infrastruttura piùimportante di una comunità. Perché non valorizzare dunque il coinvolgimentodi famiglie, realtà culturali, soggetti economici dei territori nella gestionedelle scuole? Per questo auspichiamo che le comunità locali possano offrire ilproprio contributo anche per le strutture, le infrastrutture e i sussidiscolastici. Devono essere incoraggiate a farlo. Attraverso la totale esenzionefiscale delle donazioni, la defiscalizzazione degli investimenti perl’ammodernamento strutturale ed infrastrutturale (edifici, ammodernamento dispazi e banda larga, ad esempio). Rilanciamo lo school bonus, senza i troppivincoli che ne hanno frenato il successo, perché chi dona ad una scuola possadetrarre integralmente dalle impostetale donazione. La comunità migliora la scuola, la scuola migliora lacomunità. 





 

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