Riapertura scuole: a settembre mancheranno molti docenti nelle scuole

  Asettembre sarà caccia al supplente: il rientro in classe diventa sempre più unrebus

da La Tecnica dellaScuola –  1/6/2020 – Alessandro Giuliani

 

Mentre in Parlamento ad ogniministro si cambiano, anche più volte, le norme per assumere i precari, facendoora slittare la loro assunzione al 2021, il numero delle cattedre vacantiaumenta: considerando anche i posti in organico di fatto, a settembre sisupereranno le 200 mila supplenze. Ancora di più se nelle prossime settimanedovesse, come probabile, essere assegnato un contingente aggiuntivo nazionaledi cattedre, soprattutto nel primo ciclo, per garantire una maggiore didatticain presenza, magari con lezioni da 45 minuti.

Il problema sinora è stato pococonsiderato, ma presto diventerà imponente. Per fronteggiarlo, il Governo hapredisposto la trasformazione delle graduatorie d’Istituto in provinciali,ma potrebbe non bastare: il 2020 potrebbe essere così ricordato non solo comel’anno del Coranavirus, ma anche quello del record assoluto di supplenzeassegnate ai precari, visto che un docente ogni quattro sarà supplente,arrivando ad essere individuato anche solo con la semplice ‘Messa adisposizione’.

Inizio d’anno difficoltoso

Questo significa che nei primigiorni di scuola molti consigli di classe potrebbero essere ridottinumericamente. Con tutto quello che ne consegue, sia a livello di programmazione,sia di recupero (una modalità che quest’anno saràmolto praticata per via delle disposizione del ministero di ammetterepraticamente tutti all’anno successivo), sia di offerta formativa,considerato che le discipline senza docente potrebbero anche non essereattivate nel primo periodo.

A ricordarlo sono i sindacati, chehanno posto il problema tra i motivi dello sciopero dell’8 giugno (sulquale però permangono dei dubbi sulla possibilità che la Commissione digaranzia possa dare il via libera).

Flc-Cgil: situazione surreale

Secondo la Flc-Cgil, “con oltre 200mila cattedre vacanti e l’esigenza di attivare ulteriori supplenze per garantireil distanziamento degli alunni nelle classi”, con le assunzioni pure delconcorso straordinario rinviate “al prossimo anno”.

“Ci troviamo davanti ad unasituazione surreale per cui un confronto con le parti socialipartito dall’esigenza di semplificare il concorso straordinario per assumere idocenti entro settembre, approda invece ad un accordo che rinvia tutto ecomplica ulteriormente le procedure selettive”.

Colpa pure del mancato concorso per solititoli

Il sindacato non ha digeritoproprio la decisione di bocciare l’emendamento Pd-Leu che apriva al concorsoper soli titoli: “il governo sta gravemente mettendo a rischio ilprossimo anno scolastico: con migliaia di cattedre scoperte e di postivacanti di direttori dei servizi amministrativi, le scuole non possonoripartire”.

“Ci domandiamo – proseguel’organizzazione guidata da Francesco Sinopoli – perché per la sanità e altrisettori della pubblica amministrazione la maggioranza inserisce nel DecretoRilancio procedure per assumere per titoli e prove orali mentre nella scuola cisi muove in direzione opposta, rinviando, allungando e complicando inutilmentele procedure che avrebbero dovuto stabilizzare i precari storici”.

Dsga facenti funzione al punto di partenza

I lavoratori della conoscenza dellaCgil ricordano che la stessa situazione di stallo riguarda gli Ata, a partiredagli “assistenti amministrativi facenti funzioni di Direttori deiservizi, chiamati ancora a coprire i posti vacanti senza prospettive diassunzione sul profilo di Dsga. Dopo un anno e mezzo di trattative eintese ritorniamo al punto di partenza con una procedura che di straordinarioha ormai solo la demagogia di chi la sostiene contro l’interesse della scuola,dei lavoratori e degli alunni”.

In conclusione, per il sindacatoconfederale “risorse insufficienti e provvedimenti inadeguati non permettonoalla scuola di assolvere al suo mandato costituzionale e, soprattutto, nonpermetteranno di recuperare oltre quattro mesi di didattica in presenza, temposcuola, apprendimenti e socialità”.

 

 



 

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