Riaperture scuole: le indicazioni del CTS per settembre

  Scuola, daldistanziamento alle modalità di ingresso: ecco le indicazioni del Comitatotecnico-scientifico per settembre

MIUR -  28maggio 2020

Tornare ascuola in presenza, ma anche e soprattutto in piena sicurezza. È questo l’obiettivodel Governo e del Ministero dell’Istruzione, che ha ricevuto oggi dal Comitatotecnico-scientifico istituito per l’emergenza coronavirus il documento con lemisure per il rientro a settembre.

“Il Governoè al lavoro per riportare tutti gli studenti in classe. Questo documento è lacornice in cui inserire il piano complessivo di riapertura: poche sempliciregole, soluzioni realizzabili che ci permetteranno di tornare tra i banchi insicurezza”, spiega la Ministra Lucia Azzolina. “A questo documentosi unirà quello del Comitato di esperti del Ministero dell’Istruzione cheoffrirà spunti che guardano alla ripresa di settembre, ma anche oltre: l’uscitada questa emergenza, come abbiamo sempre detto, deve diventare unastraordinaria spinta per migliorare il sistema di Istruzione e per promuoverel’innovazione didattica”.

“DalComitato tecnico-scientifico arriva un contributo importante per riaprire lenostre scuole in sicurezza. A questo obiettivo il Governo dedicherà ognienergia”, prosegue il Ministro della Salute, Roberto Speranza.

“Quellofatto per la scuola è stato un lavoro impegnativo, che ha l’obiettivo diconciliare il contenimento del rischio di contagio con il recupero dellanormale attività per studenti e lavoratori del mondo dell’Istruzione. Saràimportante, nelle prossime settimane, mantenere cautela e responsabilità neicomportamenti da parte di tutti per poter garantire il rientro nelle classi asettembre”, chiude Agostino Miozzo, coordinatore del Comitatotecnico-scientifico.

Il distanziamentofisico, le misure di igiene e prevenzione sono i cardini deldocumento. Previsto il distanziamento interpersonale di almeno un metro,considerando anche lo spazio di movimento. Questa distanza andrà garantitanelle aule, con una conseguente riorganizzazione della disposizioneinterna, ad esempio, dei banchi, ma anche nei laboratori, in aula magna, neiteatri scolastici. Si passa a due metri per le attività svolte inpalestra.

Il consumodel pasto a scuola va assolutamente preservato, spiega il documento, masempre garantendo il distanziamento attraverso la gestione degli spazi, deitempi (turni) di fruizione e, in forma residuale, anche attraverso l’eventualefornitura del pasto in “lunch box” per il consumo in classe.

Andranno limitatigli assembramenti nelle aree comuni. Saranno valorizzati gli spaziesterni per lo svolgimento della ricreazione, delle attività motorie o perprogrammate attività didattiche.

La presenzadei genitori nei locali della scuola dovrà essere ridotta al minimo. Sempre perevitare il rischio assembramento, saranno privilegiati tutti i possibiliaccorgimenti organizzativi per differenziare l’ingresso e l’uscita dellestudentesse e degli studenti, attraverso lo scaglionamento orario o rendendodisponibili tutte le vie di accesso dell’edificio scolastico.

All’ingressodella scuola non sarà necessaria la rilevazione della temperatura corporea.Ma chiunque avrà una sintomatologia respiratoria o temperatura superiore a37,5° dovrà restare a casa. Sarà importante rispettare, da parte di tutti,questa regola, per ridurre le possibilità di contagio.

Ciascunarealtà scolastica procederà ad una mappatura e riorganizzazione dei proprispazi in rapporto al numero di alunni e alla consistenza del personale conl’obiettivo di garantire quanto più possibile la didattica in presenza, ancheavvalendosi di spazi in più grazie a collaborazioni con i territori e gli Entilocali.

Prima dellariapertura della scuola sarà prevista una pulizia approfondita di tuttigli spazi. Le pulizie, poi, dovranno essere effettuate quotidianamente. Sarannoresi disponibili dispenser con prodotti igienizzanti in più punti dellascuola. Sarà necessario indossare la mascherina. Gli alunni sopra i 6anni dovranno portarla per tutto il periodo di permanenza nei localiscolastici, fatte salve le dovute eccezioni, ad esempio quando si fa attivitàfisica, durante il pasto o le interrogazioni, come già accadrà per gli Esami diStato del II ciclo. 

Gli alunnidella scuola dell’infanzia non dovranno indossare la mascherina, come previstoper i minori di 6 anni di età. Non sono necessari ulteriori dispositivi diprotezione.
Potranno essere organizzate apposite esercitazioni per tutto ilpersonale della scuola, per prendere dimestichezza con le misure previste.


Documento tecnico

 



Rientroa settembre: nessuna misurazione febbre all’ingresso, ma con tosse stai a casa.Scuole con stanza covid

da Orizzontescuola – 30/5/2020 redazione

 

Pubblicato ieri dal Ministero ildocumento del comitato tecnico scientifico per il rientro a scuola a settembre.Alcuni passaggi riguardano la temperatura corporea e la gestione di chipresenta sintomi influenzali.

Nessuna misurazione temperatura iningresso

Non ci sarà, come inizialmentepaventato, una misurazione della temperatura corporea ad opera del personaleATA di studenti, docenti e avventori all’ingresso delle scuole.

Il comitato scrive, infatti: “non ènecessaria la rilevazione della temperatura corporea all’ingresso della scuola.

Chi ha sintomi resti a casa

Il comitato, però, chiede chequanti abbiano sintomi di infezioni respiratorie acute (febbre, tosse,raffreddore) non vengano a scuola.

Non solo, si chiede che chi sirecherà a scuola si accerti di non avere sintomatologia respiratoria o ditemperatura corporea superiore a 37.5°C anche nei tre giorni precedenti

Stanza covid

Inoltre, nel documento vengono dateindicazioni sull’eventualità di procedure di accoglienza e isolamento distudenti, docenti e personale in generale che che dovessero manifestare unasintomatologia respiratoria e febbre. In tale evenienza il soggetto dovrà esseredotato immediatamente di mascherina chirurgica qualora dotato di mascherina dicomunità e dovrà essere attivata l’assistenza necessaria secondo le indicazionidell’autorità sanitaria locale.

 

ScaricaTESTO INTEGRALE


Cara Azzolina, belle le 24 pagine sul rientro ascuola. Ma praticamente?

HuffPost – 31/5/2020 - Fabio Luppino

Cadonole braccia nel leggere il documento tecnico partorito dalComitato tecnico scientifico sulla scuola. Metà del testo ci informa su datistatistici e numerici che conoscevamo già. L’altra metà è un articolato invitoa lavarsi le mani e a tenere le distanze. Non c’è alcun respiro futuro su cosala scuola potrà essere, da settembre, dopo questa lunga claustrofobia.Speravamo di più da dotti, medici e sapienti, ma non c’è stato nulla da fare.

Gli edificiscolastici di più recente costruzione sono 21mila. Per recente, si intendeedificati dal 1976 in poi, quasi cinquant’anni. 23.800 invece sono stati tiratisu tra il 1946 e il 1975. Altri 3.800, infine, stanno in piedi dal 1920. Siamoproprio sicuri che distanziamento sociale, ridefinizione della numerosità delleclassi, differenziazione dell’inizio delle lezioni, rimodulazioni/riduzioniorarie, uso degli spazi esterni, distanziamento di due metri in palestra, e cifermiamo qui, sia tutto possibile in scuole così vecchie, in moltissimi casi?Qualcuno del Comitato tecnico scientifico ci ha messo piede (con i dovutiaccorgimenti, non sia mai) nelle scuole di cui si parla? Il tempo c’era, nonsolo per mettere insieme le carte.

I ragazzidevono stare a distanza di un metro: che si fa? Si usano i banchi con doppioposto mettendocene uno, ma a quel punto si deve ridurre la numerosità dellaclasse di un terzo. E dove i ragazzi stavano stretti già, che si fa? Simoltiplicano le sezioni, si ricomincia con classi da quindici, per cui, magarialle superiori, dove avevano iniziato in 25 dal prossimo anno faranno laseconda ginnasio A e A1? E poi, come si riuscirà a rispettare l’indicazione delCts quando dice che “nella prospettiva della riapertura delle attivitàdidattiche in presenza la modalità a distanza potrà rappresentare un momentointegrativo e non sostitutivo, diversamente applicato e commisurato alle fascedi età degli studenti”. Ehi, leggete bene. Un modo per dire tutto e non direniente, perché se è integrativo, non potrà essere prevalente come sta accadendoora. Come la mettiamo. Ma tornando un passo indietro: ai presidi che in questomomento stanno formando le classi prime, alle medie come alle superiori,qualcuno ha dato indicazioni dal ministero di viale Trastevere? Perché si puòdire come un mantra di voler eliminare le classi pollaio, ma se non si fa unalegge i dirigenti scolastici devono attenersi a quella che c’è. Per quantodividono al fine di formare le classi? Per 15, per 10, per 20 o per 25/28 comesono stati costretti a fare ormai da quasi vent’anni?

Quando lascuola ricomincerà, dal primo settembre (poi si vedrà regione per regione), idocenti dovranno occuparsi del recupero dei ragazzi con il debito e leggersi iPai (Piani di apprendimento individuale) richiesti dalla ministra Azzolina permoltiplicare la burocrazia cartacea della scuola (Bes, Dsa, etc, etc, etc...).E, nello stesso tempo, dovranno avviare, si presume, l’anno scolastico per leloro classi. Il come, quanti a distanza, quanti in presenza, quante classi?Boh. Quel che si capisce bene dal rapporto è che tutto dovrà essere pulito econtinuamente ripulito: sanificazione, mani pulite, mascherine (che a questopunto qualche ragazzo se la terrà anche a distanza). Dispenser, ma notermoscanner (farsi misurare la temperatura all’ingresso non è obbligatorio,come non sono obbligatorie le mascherine fino a sei anni di età se si va ascuola).

Quanto alrispetto della 626, siamo a posto? Sa qualcosa il Cts? Hanno chiesto alministero se tutte le scuole sono a posto con i precedenti criteri di sicurezzae quante invece aprono ancora in deroga? Quanti lavori di ristrutturazione sonostati appaltati, quanti iniziati, quanti ancora a livello progettuale? Pertutto quello che di avveniristico si deve fare nella scuola futura viene daimmaginare che, con la spinta del governo, finalmente risolto a decidere cosasia prioritario o cosa no (la scuola è frequentata tra docenti e studenti daquasi 8 milioni e mezzo di persone), ci sia un brulicare di attività, dicantieri, di confronti in corso, che da questo momento in poi non si parlid’altro e non si faccia altro che quel che possa darci una certezza asettembre. Vedete qualcosa in giro? Se sì, ditecelo, dateci un segnale disperanza.

Infine. Siparla (ma anche qui siamo ancora alla chiacchiera da bar) di ore di lezioneridotte a quaranta minuti. E’ così? Sarà così? I professori hanno un contrattoche parla di 18 ore. Togliendo un quarto d’ora ad ogni ora (in moltissimi fanno55 minuti su 60)  gli rimarrebbero a disposizione altre quattro ore.Avranno altre classi, quindi, un aggravio di consigli di classe, ricevimentogenitori e quant’altro? Qualcuno al ministero dell’Istruzione si sta occupandodegli effetti della didattica a distanza (perché passato il momento del quantoè bello stare a casa ci sono ricadute fisiche e mentali di cui tener conto, equesto vale per tutte le categorie in smart working, naturalmente).

Ci vorrà unanormativa anche qui o facciamo un eterno stato di eccezione? Adesso ci dovràessere un documento della task force del ministero. Qualcosa è già trapelato enon siamo molto lontani da quanto ha scritto il Cts. Ma avere fiducia non costaniente.

 


 



 

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