Paritarie: basta disparità di trattamento

  Cei:basta disparità trattamento per le scuole paritarie

da Il Sole 24Ore – 19/5/2020 -  Redazione Scuola

 

«Come Presidenza della Ceichiediamo con forza che non si continuino a fare sperequazioni di trattamento,riconoscendo il valore costituito dalla rete delle paritarie». La Presidenzadella Conferenza episcopale italiana torna a rilanciare la «fortepreoccupazione» espressa in queste settimane da genitori, alunni e docentidelle scuole paritarie, a fronte di una situazione economica che ne sta ponendoa rischio la stessa sopravvivenza.

«Le paritarie svolgono un serviziopubblico, caratterizzato da un progetto educativo e da un programma formativoperseguiti con dedizione e professionalità», sottolinea la Cei in una nota. «Leforme di sostegno poste in essere dal decreto Rilancio – in relazione allariduzione o al mancato versamento delle rette, determinato dalla sospensionedei servizi in presenza, a seguito delle misure adottate per contrastare lapandemia – ammontano a 65 milioni per le istituzioni scolastiche dell’infanziae a 40 milioni per le scuole primarie e secondarie, a fronte di un miliardo emezzo destinato alla scuola tutta – aggiunge -. Si tratta di un passo dalvalore innanzitutto culturale, rispetto al quale si chiede al Governo e alParlamento di impegnarsi ulteriormente per assicurare a tutte le famiglie lapossibilità di una libera scelta educativa, esigenza essenziale in un quadrodemocratico, si legge ancora nella nota.

Tra l’altro, «le scuole paritariepermettono al bilancio dello Stato un risparmio annuale di circa 7.000 euro adalunno: indebolirle significherebbe dover affrontare come collettività unaggravio di diversi miliardi di euro. A nostra volta – dice ancora laPresidenza della Cei -, stiamo verificando la possibilità di contribuire asostenere alcune migliaia di studenti della scuola paritaria secondaria di I eII grado: un aiuto straordinario alle famiglie più in difficoltà, da imputarsial bilancio Cei del 2020». Si tratterebbe di «circa 20mila borse di studio, cheagevolino l’iscrizione al prossimo anno scolastico, a tutela – per quantopossibile – di un patrimonio educativo e culturale unico».

«Uniamo le forze – conclude ilcomunicato -, già in vista dell’imminente passaggio parlamentare, per non farvenir meno un’esperienza che trova cittadinanza in ogni Paese europeo, mentrein Italia sconta ancora pregiudizi che non hanno alcuna ragion d’essere».

 

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