Concorso Docenti: i dubbi e le perplessità

  Concorsoscuola 2020, dalla Lega al Pd perché sono tutti allergici

daCorriere della Sera – 2/5/2020 - Gianna Fregonara e Orsola Riva

 

Un anno ci hanno messo ad arrivarein Gazzetta Ufficiale, ma neanche il tempo che fossero banditi e hanno giàtutti contro. Parliamo dei concorsi per la scuola che nel giro di un trienniodovrebbero portare in cattedra 62 mila nuovi prof e maestri. Dicono no isindacati, in scontro frontale con la ministra Azzolina. Dicono no Lega eFratelli d’Italia, che si sono fin da subito autoeletti a paladini dei dirittidi decine di migliaia di lavoratori precari (e altrettanti elettori) delusi dalgoverno. Ma ora è una parte importante della maggioranza che vorrebbe affondarele decisioni del governo: dicono no anche il Pd e Leu, che martedì sera hannopresentato un emendamento al decreto scuola in cui, appellandosi all’emergenzasanitaria, chiedono l’assunzione in blocco dei supplenti bypassando ilconcorso. E già che ci sono – per non farsi superare a sinistra dai partitid’opposizione – raddoppiano i posti a disposizione da subito (40 mila anziché24 mila).

E davvero in questo caso gli sipotrebbe anche dare ragione se non fosse che l’unico concorso di quelli banditiche si terrà in tempi brevi, quello straordinario per precari con almeno treanni di servizio in classe, è più simile a una sanatoria che a una prova permeriti. E tuttavia, per il fronte del no, nemmeno così s’ha da fare. Perché,nella corsa al ribasso, c’è un’opzione ancora meno selettiva della prova acrocette: il concorso per titoli, che metterebbe in fila i vincitori in base alvoto di laurea e agli anni di servizio premiando di fatto più la perseveranzache ogni altra virtù. E’ questa, almeno, la formula escogitata nell’emendamentoche sarà discusso nei prossimi giorni in Commissione Cultura al Senato. Epazienza se la Costituzione prescrive che per accedere a un ruolo pubblico sidebba passare per il concorso. In fondo negli ultimi trent’anni sono state piùle sanatorie dei concorsi – ultima la cosiddetta Buona Scuola di Renzi che hastabilizzato in massa 55 mila precari cosiddetti storici: nuova linfa per lescuole, si disse allora, peccato che di prof di matematica alle medie di cuic’è cronica mancanza soprattutto al Nord se ne videro in tutta Italia solo 9.Se non si sono quasi mai fatti in tempi normali, perché cominciare coi concorsiproprio ora che c’è l’emergenza coronavirus?

In realtà, dietro l’inedito assePd-Lega, ci sono evidenti differenze di vedute. Il Carroccio, con un proprioemendamento presentato già nei giorni scorsi dal senatore Mario Pittoni, agitalo spettro del coronavirus per chiedere una moratoria dei concorsi fino al 2022– tutti anche quelli ordinari con prove preselettive, scritti, orali e tuttociò che rende un concorso più credibile. Mentre l’emendamento della maggioranzase la prende solo col concorso straordinario sulla cui fattibilità nel mese diagosto aveva già espresso forti dubbi anche il sottosegretarioall’Istruzione Peppe De Cristofaro (Leu). Dubbi condivisi anche da due deputategrilline: Virginia Villani della Commissione Cultura e Rina De Lorenzo(Commissione Lavoro).

Ma l’idea che l’alternativa siaricominciare daccapo, tornando alla casella di partenza e ricontrattandotutti i termini dei concorsi, appare bizzarra. Per non parlare delle possibiliripercussioni politiche di un provvedimento proposto da due partiti di governoche passasse con i voti dell’opposizione. Tra l’altro la battaglia di principiosi scontra con la realtà: cancellare il concorso straordinario optandoall’ultimo minuto per una graduatoria per titoli significherebbe ripartire dazero (c’è voluto più di un anno!) per preparare i bandi, con il paradossaleesito di allontanare ancor di più l’assunzione di quei 24 mila lavoratori senzai quali le scuole in questi anni non avrebbero potuto funzionare. Farli entraredi ruolo in autunno – se si riuscirà a fare la prova a scaglioni e per piccoligruppi quest’estate – non sarebbe che una goccia nel mare rispetto alla cifrarecord di 200 mila supplenti già prevista per settembre, ma comunque unsollievo per le scuole alle prese con il complicato rebus della riapertura intempi di emergenza sanitaria.

 

 



 

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