Ministra Azzolina: lettera aperta alla comunità scolastica 27.03.2020

 

Lettera aperta alla Comunità scolastica (27.3.2020)

 

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‘Insegnanti e Dirigenti eroi che lavorano affinchéstudenti non perdano contatto con la scuola’. La lettera di Azzolina alpersonale della scuola

Tuttoscuola - 28 marzo 2020

 

Pubblichiamodi seguito la lettera che la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, hainviato a tutto il personale scolastico

Carissimi,

in questigiorni difficili sento ancora più il dovere di stare vicino a tutti Voi, atutta la comunità della scuola italiana. La scuola è stata destinataria diuna delle prime misure che il Governo ha dovuto varare per fare fronteall’emergenza causata dal Coronavirus; ha dovuto confrontarsi con unasituazione inaspettata, rapida e profondamente impattante. La scuola, prima ditanti altri ambiti, ha dovuto imparare a far fronte ad un’emergenza drammatica,non solo da un punto di vista organizzativo, ma anche emotivo. E voglio dire,prima di ogni altra cosa, che sono orgogliosa di come tutto il mondo dellascuola italiana, i suoi docenti, i suoi alunni e tutto il personale, abbiareagito ad un evento di questa portata. Sono orgogliosa di tutti Voi, e Viringrazio per avere accompagnato ogni decisione, ogni cambiamento, per quantorepentino, con professionalità e umanità.

In questi giorni faticosi penso spesso al suono della campanella. Quel suono a volte fastidioso, masempre emozionante, che fino a due anni fa ogni mattina rappresentava per me ilvero inizio della giornata: salutare le colleghe e i colleghi insegnanti, ilmio dirigente scolastico, il personale ATA, incontrare le studentesse e glistudenti, e quell’aula vuota che in pochi secondi si riempiva di vita, risate,rumore, sguardi assonnati. Penso a quanto possa mancare ora a tutti noi quellacampanella. E mi chiedo: se fossi stata a scuola da docente o da dirigentescolastico, cosa avrei fatto io davanti a quest’emergenza che ha sconvolto leabitudini di tutti noi? Mi chiedo che cosa avrei fatto davanti ai voltismarriti degli alunni, alle notizie atroci di studenti che perdono i loroaffetti più cari senza nemmeno poterli salutare, a bimbi che non capiscono ilperché di tutto ciò, come del resto gli adulti.

Chi fa ildocente o il dirigente scolastico sa che c’è una sola risposta possibile. Sista in ogni modo accanto ai nostri ragazzi, per la piena consapevolezza dellafunzione che si è chiamati a svolgere, e che va ben oltre l’insegnamento di unamateria o la direzione di un’istituzione scolastica. Gli studenti hannovoglia e diritto di andare avanti. I messaggi che mi invianoquotidianamente da tutta Italia dicono questo: hanno bisogno di stare incontatto con i loro “prof” e con i compagni, sono motivati a continuare acrescere e imparare, forse anche più di prima. E vogliono farlo insieme aglialtri, nonostante o proprio a causa della distanza fisica e dell’isolamentoobbligato.

C’è un’altrascintilla di speranza che brilla nel buio di questi giorni, ed è il rinsaldarsidel rapporto tra scuola e famiglia: si sta sviluppando una nuova forma dicooperazione per mandare avanti la didattica e soprattutto la relazionedocenti-studenti.Ciascuno fa il proprio meglio, mette a disposizione tempo e competenzeper il bene esclusivo dei nostri ragazzi. La didattica a distanza stadiventando una risorsa (così come lo è sempre stata nella scuola inospedale) che sopperisce all’impossibilità di fare lezione in presenza, e stapermettendo a docenti, ragazzi e famiglie di riscoprire una vicinanza, unacollaborazione ed un’alleanza che sono ancora più preziose di fronte al sensodi incertezza che comprensibilmente tutti sentiamo. Anche da questo punto divista questa pandemia, drammatica, ha portato un cambiamento ispirato dallosforzo comune per supportare i ragazzi nell’organizzazione dello studio e diuna nuova esperienza di vita.Le piattaforme, la didattica a distanza e i libridi testo digitali sono il gesso e la lavagna di questo tempo. 

Ai mieistudenti ho sempre detto che il diritto all’istruzione non è scontato,che ci sono posti nel mondo dove la possibilità di leggere e studiare èpreclusa a bambine e bambini. Per loro che consideravano scontati il suonodella campanella e il saluto all’insegnante, era difficile capire fino in fondocosa volesse dire la negazione di questo diritto. Ora che siamo tutti impegnatia conservarlo, è purtroppo più semplice acquisire la consapevolezza di cosavoglia dire. Una consapevolezza che deve motivare ancora di più tutti: idocenti, in particolare, sono in contatto costante con i loro alunni per farlisentire meno soli e spaesati dinanzi ad un mondo cambiato repentinamente, allaimpossibilità di metabolizzare quanto accade, alla rinuncia allo stare insieme,alle passeggiate, al contatto con gli amici.

Avrei fattoanch’io tutto il possibile con tutti i mezzi possibili, come state facendo Voi,cari docenti e dirigenti. Per fare lezione? Non solo per quello.Per accorciarela distanza, per far emergere e condividere le ansie, per far arrivare unabbraccio, seppur virtuale, a ciascuno studente. Non basta quindi dare compitiagli studenti usando il registro elettronico. La didattica a distanza non è‘disumanizzata’, anzi: da quello che vedo, dai racconti che mi arrivanodalle nostre scuole, la comunità educante si ritrova innanzitutto intorno alleemozioni, al confronto su ciò che stiamo vivendo, ai momenti di silenzioinsieme, alle lacrime e ai sorrisi. La scuola è presidio dello Stato.

Sonopienamente consapevole che questo cambiamento repentino non è sempre facile dagestire, che ci sono difficoltà tecniche, logistiche, ma so anche che tutti Voistate facendo il meglio che potete, non solo per portare avanti un programma,ma per trasmettere ai ragazzi, e in generale a tutta la nostra comunità, che sipuò e si deve guardare avanti, con fiducia, nell’attesa di superare la fase diemergenza.Ed è per questo che si trovano gli strumenti più adatti a stimolarestudio e curiosità. Voglio dire a tutte e a tutti Voi, all’intera comunitàscolastica, che in questi momenti difficili ciò che guida la nostra azione è ilbuon senso: i docenti conoscono le loro classi, sanno anche come stimolare evalutare ogni singolo alunno, conoscono il vissuto dei loro allievi, ilpercorso che hanno fatto.

La didatticaa distanza deve tenere al centro l’esperienza e la sensibilità dei docenti, edè quello che sta avvenendo ogni giorno in più istituti e territori. Cosìriscopriamo il valore della comunità educante, del confronto costruttivo, cheva oltre umane divisioni e personalismi: la scuola funziona grazie all’unione,cooperazione tra le componenti che lavorano insieme a famiglie, studenti eportatori di interessi sul territorio. Questo è il momento di ricorrere allenostre migliori risorse, perché l’eccezionalità della situazione lo richiede, eso che lo state facendo. Quando si è alla guida di un istituto l’imperativo,come sa bene ogni dirigente scolastico, è quello di tenere unite tutte lecomponenti della scuola, di stare vicino ad ogni dipendente e ad ogni studenteper affrontare insieme il dolore e le difficoltà, di far sentire la propriapresenza con discrezione e disponibilità. Così docenti e dirigenti lavoranoper rendere vivo e concreto, nell’esperienza di ciascun alunno, il dirittoall’istruzione posto dalla nostra Carta tra quelli fondamentali e inalienabili.Siete eroi anonimi, state lavorando con ogni mezzo perché tutti, dai piùpiccini ai più grandi, non perdano il contatto con la scuola dalla quale, comediceva don Milani “attendono di essere fatti eguali”.

Insieme alleIstituzioni, a tutto il personale sanitario, alla Protezione civile, alle forzedell’ordine, in questo momento anche la scuola è baluardo della democrazia,custode dei diritti ed esempio per i cittadini. Ecco perché la scuola non si èfermata e non si fermerà, ecco il motivo per cui abbiamo messo in campoinvestimenti sulla didattica a distanza, perché siamo consapevoli che c’èbisogno di sostenere chi parte da una condizione di svantaggio.

Dare risorsealla scuola significa dare speranza ai cittadini. La scuola ha il dovere diarrivare a chi non ha i mezzi e i modi per connettersi con i propri docenti,sia per continuare ad apprendere sia per continuare ad “incontrare” la suacomunità di riferimento, compagni e docenti in primis. Fosse anche soltanto peril buongiorno mattutino, per quella notifica sullo schermo che in questo temposospeso sostituisce il suono di quella campanella che ci manca come nonmai.Ecco perché voglio dire ancora una volta grazie a tutti i docenti e al personaleeducativo che sta lavorando con amore per gli studenti. Con un particolareriguardo a chi sta interpretando il doppio ruolo di docente e di genitore: soche con grande dedizione state portando avanti il lavoro scolastico sostenendoanche un carico familiare molto impegnativo.

Sapete, caree cari docenti, come Vi definiscono i Vostri alunni e alunne nei messaggi chemi inviano? “Scudi di quiete nella tempesta che infuria”. Mentre loro, i nostristudenti, si definiscono “monadi senza più finestre”. Hanno bisogno di Voi, loriconoscono tutti, in tanti modi diversi.

Grazie aiDSGA e a tutto il personale Ata: senzaVoi l’anno scolastico non siconcluderebbe come invece sta avvenendo, e il prossimo non potrebbe iniziareregolarmente, come sono certa che avverrà. Grazie per la dedizione con cuistate portando avanti il Vostro lavoro, fronteggiando le tante difficoltà conil solo obiettivo di consentire ai Vostri istituti di rispettare tutte lescadenze. Grazie ai Dirigenti scolastici, che si sono dedicati anima e corpo adorganizzare e promuovere la qualità dei processi formativi, che lavorano conpassione per garantire il diritto all’apprendimento dei nostri studenti anchein un momento così complesso, mostrando grinta e voglia di fare. Voirappresentate lo Stato sui territori, nelle famiglie, e insieme ai docenti e atutto il personale scolastico siete il motore della scuola italiana.Grazieanche a tutti coloro che, negli ambiti territoriali e negli uffici scolasticiregionali non hanno mai smesso di lavorare: state rispondendo alle esigenzedelle scuole e agli stimoli del Ministero dell’Istruzione con grande senso diabnegazione e con la massima serietà. E grazie chiaramente ai dipendenti delMinistero dell’Istruzione che in Viale Trastevere mi accolgono tutte le mattinecon un sorriso, non facendomi mai sentire sola.

Un grazieancora più grande e caloroso va a tutto il personale scolastico, alle famigliee agli studenti della Lombardia e delle aree più colpite dal contagio. Hosentito molti di Voiin questi giorni telefonicamente o con videochiamate: soche non basta, e vorrei abbracciarvi tutti, uno ad uno. La mia gratitudine èpari solo all’impegno che, umilmente, cerco ogni giorno di profondere per farfronte ad una situazione che richiede decisioni rapide, continue ecostantemente in aggiornamento.

Vi salutocon l’augurio che presto la nuova comunità educante che nascerà da questaesperienza, con una ritrovata capacità di far bene, possa stringersi attornoalle nostre ragazze e ai nostri ragazzi mentre la campanella li chiamerà atornare in classe.

Un buoninsegnante colpisce per l’eternità; non può mai dire dove la sua influenza siferma.
(Henry Brooks Adams)”.

Il Ministrodell’Istruzione, Lucia Azzolina

 

 



 

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