Dibattito/La vera “educazione civica” di cui avrebbe bisogno il governo

 
 L’educazionecivica è legge: 33 ore l’anno senza un docente specifico di riferimento e condentro di tutto: dalla Ue allo sviluppo sostenibile. 
03.08.2019 - RobertoPellegatta
Difficileobiettivamente dissentire dalle dichiarazioni di Camilla Sgambato, responsabilescuola del Pd, fatte ieri al Senato in sede di varo della nuova legge sull’educazionecivica a scuola. E difficile è pure condividere gli osanna di certi editorialidi quotidiani di oggi che vedono nell’approvazione della legge l’inizio di unfuturo radioso per gli esiti che i nuovi programmi produrranno nellamaturazione dei futuri cittadini.
Una letturaattenta del testo e un accurato confronto con quanto previsto dalle normeprecedenti in materia non può non darle ragione, come d’altronde i presidi diDisal avevano già sostenuto in sede di audizioni parlamentari.
Se si guarda al programma di educazione civica cui erano obbligati i docenti distoria nelle scuole superiori o a quello di “cittadinanza e Costituzione”(abrogato dall’attuale legge), non si notano differenze sostanziali, trannealcune terminologie. Lo stesso numero di ore non muta in alcun modo rispetto aquanto previsto dalle norme abrogate: tra l’altro l’attuazione effettiva dellepreviste 33 ore annuali è demandata all’accordo tra docenti nel consiglio diclasse.
Almenoprima era individuato un ben preciso docente obbligato a trattare gli argomentied a tenerne conto nella propria valutazione didattica finale. Certo: altraquestione è quanto veniva fatto, problema che si presenterà anche con la nuovanorma. Nella nuova legge occorrerà che i docenti di un collegio intero (sitratta di programmi pluriennali) e quelli di tutti i singoli consigli di classesi mettano d’accordo a chi tocca che cosa.
La rotoricadomina sempre di più la scuola italiana, come però è tante volte accaduto inpassato, quando, su diverse questioni, è bastato cambiare nome di materie,personale o altro per far credere che si cambiava realtà.
Come giàsegnalato da molte associazioni professionali alla Commissione Istruzione alSenato, l’unica novità starebbe nella comparsa di un voto in sede divalutazione finale, voto che dovrebbe però derivare da una mediazione semprefrutto di accordi tra i membri del consiglio di classe. Voto che andrebbe inpagella, senza specificare se questo voto dovrà far parte o meno di quelli dautilizzare per decidere la promozione o la bocciatura di fine d’anno.
Cosa non dipoco conto, visto che il vastissimo programma indicato dalla legge (chesaggezza vorrebbe da spalmare su diversi anni) presenta molte tematiche checoinvolgono visioni morali diverse, letture culturali (quando non ideologiche)di fenomeni che non potranno non tener conto del rispetto necessario di unpluralismo di vedute. Per molti dei temi trattati (si pensi alla tutela delleidentità, all’educazione alla legalità ed al contrasto alle mafie,all’educazione al benessere e alla salute, all’educazione al volontariato) nonè possibile identificare un patrimonio culturale condiviso tra i diversiorientamenti culturali del paese. Come si porrà allora il rispetto delledifferenti visioni culturali e familiari?
D’altronde,più in generale, come valutare positivamente le scelte scolastiche dell’attualegoverno nella loro incidenza sui livelli di istruzione e formazione, quando, a frontedella retorica sull’educazione civica e sulle nuove norme sull’inclusione,abbiamo invece visto il dimezzamento delle ore obbligatorie di alternanzascuola-lavoro alle superiori, il dimezzamento dei relativi finanziamenti, iltaglio dei finanziamenti al bilancio dell’istruzione, iltaglio di finanziamenti all’Invalsi, la (per ora) solorinviata eliminazione dei sistemi di valutazione dei livelli di apprendimentoin atto nelle scuole del primo e secondo ciclo?
Si ètrattato di scelte di intervento reale, che avranno conseguenze sullapreparazione dei nostri giovani alle sfide del mondo.
A fronte diquesti danni resterà il serio problema di un sistema scolastico in degrado, diesiti finali troppo differenziati nei territori, di ambienti e contestieducativi capaci di comunicare valori ideali, buone motivazioni ad un impegnopositivo.   
 


 

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