Cuneo/Questo è il futuro

 

“La scuola deve adeguarsi, ormai assumiamo tecnici”

da La Stampa – 13/2/2018 - MATTEO BORGETTO

 

La sferzata del presidente di Confindustia Cuneo: «Questo è il futuro»

«Cari genitori, qualsiasi percorso scolastico individuerete per i vostriragazzi, avrete fatto una buona scelta, perché tutte le nostre scuole sono eccellentie qualificate. Ma nostro dovere è evidenziarvi questa realtà. Perché sonoqueste le persone che troveranno subito lavoro una volta terminati gli studi».È la lettera alle famiglie del presidente di Confindustria Cuneo, Mauro Gola,in vista delle iscrizioni alle Superiori e che ha aperto un dibattito divalenza nazionale.

Nasce da un focus sul mondo del lavoro nella “Granda”, al 26° posto fra leprovince italiane per prodotto interno lordo pro-capite (27.300 euro). Un mondoin cui l’anno scorso sono entrate 40.360 persone, la maggior parte nei settoridel commercio, turismo e servizi (61%), il resto nell’industria. Ma sul totaledegli assunti, oltre la metà ha un diploma professionale: il 19% sono addettiagli impianti, il 18% operai specializzati, l’11% tecnici specializzati. Numeriforniti dal Centro studi di Confindustria Cuneo, analizzati dai vertici e messia disposizione dei genitori.

«Mai detto che i ragazzi non debbano andare al liceo e poi all’università –sottolinea Gola, 51 anni, imprenditore del settore informatica -. Mio figliofrequenta lo Scientifico, l’ho consigliato in base alle prospettive che potreioffrirgli, così come se fossi stato un artigiano del legno lo avrei indirizzatoverso una scuola professionale. Il punto è che Confindustria ha responsabilitàsociali e morali, prima che economiche. La cosa più giusta, è fare capire allefamiglie quali figure le nostre aziende hanno intenzione di assumere neiprossimi anni». Tecnici e operai, che nel settore industriale cuneese hanno ancheun’altra forma di garanzia: il 91,5% dei nuovi assunti firma un contratto atempo indeterminato, contro il 16,5% di chi trova lavoro in altri comparti.«L’imprenditore, quando assume – continua Gola -, lo fa perché considera ilnuovo entrato una persona della famiglia, un soggetto in cui credere. E spessogli offre le migliori condizioni contrattuali, o comunque di stabilità».

Anche se in settori che riguardano una minoranza di giovani, l’indagine diConfindustria Cuneo evidenzia altre figure di difficile reperimento. NellaGranda, su 3.790 nuovi laureati richiesti dal mondo del lavoro nel 2017, piùdel 33% non è stato trovato sia per assenza di candidati, sia per la loropreparazione inadeguata. Mancano ingegneri industriali (55% di richiestedisattese), architetti (77,7%), chimici (76%) e informatici (5/4,2%).«Serviranno sempre ingegneri e architetti – aggiunge Gola – ma le principalinecessità sono di operai specializzati. E va cambiato anche un concetto: nonsono più gli operai sfruttati Anni ’60, ma persone con competenze tecniche,creatività e manualità, oltre che molto ben pagate, perché spesso vengonoimpiegate all’estero». Ribadisce la «libera scelta dei ragazzi e delle lorofamiglie», e conclude: «Il lavoro è dignità. Trovarlo subito dopo la scuola, inun’Italia dove un giovane su tre è disoccupato, non è cosa da poco».

 



 

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