Riapertura scuole: le proposte della Fondazione Agnelli


Scuola, Fondazione Agnelli: ecco come usare mense e corridoi per la didattica in emergenza

da la Repubblica – 4/8/2020 - Ilaria Venturi

 

Non rivoluziona la didattica, per questa ci vuol ben altro ed è auspicata con le risorse necessarie e che dovrebbero essere disponibili col Recovery Fund. Ma è una indagine che contiene suggerimenti concreti per far ripartire la scuola a settembre in emergenza Covid. Esempi messi a punto da architetti del Politecnico di Torino che hanno lavorato con la Fondazione Agnelli: ne è nato uno strumento di sostegno dal titolo significativo – “Fare spazio” – per i presidi alla prese col rush finale per sistemare le aule e garantire il rientro tra i banchi con il distanziamento imposto dalle misure sanitarie.

Innanzitutto i dati di partenza. Le proposte si basano su un’inedita analisi quantitativa – condotta a partire dai dati dell’Anagrafe degli edifici scolastici resa disponibile dalla Regione Piemonte – su ogni singolo spazio di un campione di 3.200 edifici, sui 40.000 circa che costituiscono l’infrastruttura educativa dell’Italia. Si scopre così che nelle scuole le aule occupano il 28% dello spazio. E che quelle grandi, con superficie maggiore di 50 metri quadrati sono il 29% e impegnano l’11% delle superfici complessive delle scuole.

Poi ci sono palestre, mense, laboratori, aule di musica e di arte, auditorium e aula magne: spazi usati non in modo continuativo che rappresentano il 23%. Sommati alla superficie occupata da atri e corridoi (4%) si arriva al 27% di spazi che nel progetto vengono considerati utilizzabili per le lezioni. Su questo esperti di didattica e architetti hanno lavorato suggerendo come fare.

Molti presidi ci hanno già pensato e si sono già mossi: chi ha ricavato negli atri dei luoghi di apprendimento (sedute morbide per uno spazio lettura dei bambini, per esempio), chi ha pensato di usare gli armadi per dividere i corridoi o di riadattare refettori. Ma non tutti sono all’opera con l’edilizia cosiddetta leggera, le difficoltà non mancano. Di qui la proposta di “Fare spazio” che nasce dalla collaborazione di Fondazione Agnelli e Full (Future Urban Legacy Lab) del Politecnico di Torino. I due gruppi di ricerca sono guidati rispettivamente da Andrea Gavosto e Matteo Robiglio, con il coordinamento di Caterina Barioglio.

Naturalmente – precisano i ricercatori -” trasformare spazi che sulla carta possono essere risorse in soluzioni operative realmente utili per attività didattiche in sicurezza a settembre non è quasi mai un’operazione semplice”: richiede analisi specifiche da parte di ogni scuola, con valutazioni realistiche di fattibilità. Di qui 14 proposte o idee progettuali (nove per gli spazi interni e cinque per quelli esterni) già pronte per una trasformazione “veloce ed efficace” degli ambienti con l’indicazione anche dei “dispositivi” tecnici necessari a realizzarle e dei costi.

Le proposte per ricavare spazi

Viene suggerito, per esempio, come riorganizzare gli spazi di una palestra, di una mensa, come riadattare un laboratorio a più usi. Le classi accolgono mediamente dai 19 ai 22 studenti, a seconda del grado scolastico, con punte di oltre 30 soprattutto alle superiori. “Con le previste misure di distanziamento, non tutte le aule tradizionali potrebbero risultare sufficienti per accogliere un intero gruppo classe” viene osservato.

Riorganizzare la mensa – Fondazione Agnelli

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Una delle soluzioni può essere l’uso dei corridoi: “Spesso la larghezza di questi ambienti eccede quella necessaria a garantire le vie di esodo verso l’esterno, permettendone così l’utilizzo di una porzione per attività didattiche – scrivono gli architetti – Lo spazio così ricavato potrebbe essere pensato come estensione dell’aula, come spazio indipendente per attività laboratoriali o come polmone di espansione temporaneo se viene superata di poco la capienza massima dell’aula. Se realizzato con tende o pannelli è necessario lasciare sempre una porzione aperta per permettere l’ingresso alla luce naturale”. Viene anche suggerito, nei corridoi, l’allestimento di lavandini (anche autonomi dagli impianti) per incrementare la possibilità di igienizzarsi le mani senza ricorrere ai bagni. O ancora, sono indicate soluzioni per allestire i corridoi con segnaletica a terra, sedute e tavoli.

Attrezzare i corridoi – Fondazione Agnelli

Altre proposte riguardano la sistemazione degli accessi all’edificio scolastico per evitare sovraffollamenti all’entrata e all’uscita da scuola. “Utilizzare tutti gli ingressi disponibili al piano terra, e tutti i vani scala interni, se a norma, può incidere positivamente sul grado di affollamento delle singole vie di accesso e della distribuzione all’interno dell’edificio – si legge – All’interno, l’individuazione di sensi di percorrenza di corridoi e spazi particolarmente stretti può contribuire a mantenere il distanziamento sociale e a ridurre i fattori di rischio”.

Poi ci sono gli spazi esterni. Come sfruttare spazi aperti tra gli edifici di una scuola per attività didattiche e ricreative? “Questo tipo di allestimenti è favorito dalla presenza di pareti cieche dell’edificio, utili per proiettare filmati e immagini o per l’allestimento di canestri e altre attrezzature sportive. I cortili interni, inoltre, se coperti, possono fornire un utile polmone di espansione per ospitare attività ricreative all’aperto”.

 

Adattare spazi esterni – Fondazione Agnelli

“Settembre è molto vicino – osserva Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli – per rispondere alle preoccupazioni delle famiglie occorre che si lavori tutti affinché la scuola riparta in sicurezza e si evitino nuovi lockdown. Fare spazio dà un contributo che si riassume in tre idee: proposte tali da consentire interventi tempestivi, realizzabili con le risorse a disposizione e reversibili”. Per progetti più strutturali sull’edilizia scolastica che aiutino a migliorare la qualità della didattica in Italia Gavosto rimanda ad altri tipi di intervento, da realizzare “usando al meglio anche le risorse europee. Farlo in queste poche settimane sarebbe, invece, un’illusione e uno spreco”.

Matteo Robiglio parla di “cassetta degli attrezzi” pensata per “aiutare chi, in ogni istituto scolastico, sta oggi lavorando al difficile compito di ripartire in sicurezza”.

 

 

 
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