Didattica online: bozza delle linee guida


Linee guida didattica digitale alle superiori: possibile da settembre con rotazione 2-3 giorni. Bozza

da Orizzontescuola – 31/7/2020 -  redazione

 

Sono in dirittura d’arrivo le linee guida del Ministero dell’Istruzione per la Didattica Digitale Integrata. L’ultima bozza – scrive Ansa – non prevede un quantitativo specifico di giorni di rotazione, ma lascia in autonomia la decisione ai piani dei singoli istituti.

Riguardo alla presenza di alunni nelle singole classi di istituti superiori, c’è la possibilità di rotazioni per due o tre giorni.

Il documento fornisce indicazioni alle scuole, che dovranno stilare un piano scolastico ed è rivolto in particolare alle superiori che potranno decidere in autonomia di applicarlo, se necessario, già da settembre.

Nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado le altre linee saranno utilizzate solo in caso di chiusure o lockdown estesi ad ampi territori.

 

Linee guida Didattica a distanza in arrivo: alla primaria e alle medie 15 ore a settimana

Orizzontescuola – 31/7/2020 - redazione


Nelle classi della scuola primaria la didattica a distanza si farà solo in caso di nuovo lockdown. E’ quanto previsto dalla bozza delle linee guida in dirittura d’arrivo. Dovranno essere garantite per le classi dei più piccoli almeno 10 ore settimanali di attività digitale.

In una settimana dovranno essere garantite: 10 ore per le prime classi della scuola primaria, 15 ore per le altre e per le medie, almeno 20 ore alle superiori.

In base alla bozza, dovranno inoltre essere tutelati i bisogni educativi speciali e le famiglie dovranno essere costantemente informate.

Il documento sarà inviato a breve al Consiglio superiore della Pubblica Istruzione per il necessario parere e poi sarà reso noto.

Alle superiori c’è la possibilità di rotazioni per esempio per due o tre giorni. Le scuole potranno decidere in autonomia.

 

 

Licei, almeno 4 ore al giorno Il piano per le lezioni digitali

da Corriere della sera – 31/7/2020 - Valentina Santarpia

 

Cinque o sei studenti che, a rotazione, seguono le lezioni da casa per una settimana, mentre il resto della classe è in aula, a scuola. È il modello «Torino» quello a cui guarda il ministero dell’Istruzione per la didattica a distanza integrata delle scuole superiori: una modalità, quella delle lezioni online, che non viene più lasciata alla buona volontà di presidi e professori, ma che verrà regolamentata da linee guida già trasmesse al Consiglio superiore dell’istruzione per il via libera finale. Ci sono molti elementi di progettazione, nel documento: il punto di partenza è che, in caso di nuovo lockdown generale (o anche nel caso di chiusure di singoli istituti o territori) le scuole debbano essere pronte ad affrontare le lezioni online senza farsi cogliere impreparate. Quindi in via preliminare verrà effettuata un’analisi del bisogno, ovvero di quali strumenti e connessioni sono necessarie per far sì che tutto funzioni al meglio. Anche dal punto di vista della riservatezza: le scuole dovranno individuare una piattaforma che risponda «ai necessari requisiti di sicurezza dei dati a garanzia della privacy» e «risulti fruibile qualsiasi sia il tipo di device». Viene stabilito un monte ore minimo di didattica a distanza: 10 a settimana per le classi prime delle elementari, 15 per tutte le altre fino alla terza media, 20 (4 ore al giorno) per le superiori. Pure alle scuole dell’infanzia viene dedicato un paragrafo ad hoc, per specificare che le proposte favoriscano «il coinvolgimento attivo dei bambini». Tra gli obiettivi, anche quello di porre un’attenzione speciale agli alunni più fragili, e quindi considerare fondamentale la presenza online di disabili e ragazzi con bisogni educativi speciali. Il ministero punta alla formazione dei docenti perché siano preparati in informatica, ma anche nella gestione emotiva degli alunni. Il primo banco di prova? Saranno le scuole superiori, dove la didattica integrata — cioè a distanza e in presenza — potrà essere usata da settembre per garantire il distanziamento tra alunni. Ci sono istituti, come il D’Azeglio di Torino, dove non c’è possibilità di ricavare aule in più. E quindi ecco la soluzione: «Abbiamo nove classi su 37 con 26-27 ragazzi — spiega la vicepreside Chiara Fornaro — Abbiamo deciso che ogni settimana a rotazione 5-6 ragazzi per classe lavoreranno a distanza. Se c’è qualcuno che vive lontano da Torino o ha esigenze particolari, ne terremo conto. Le prime sono state escluse. E abbiamo rafforzato la connessione».

Una soluzione a cui ha guardato con interesse la ministra Lucia Azzolina per attuare proprio la didattica integrata. Che avrà anch’essa regole precise, inserite nei regolamenti scolastici. Tra le indicazioni, quella per i docenti di «predisporre un adeguato setting d’aula virtuale evitando interferenze tra la lezione ed eventuali distrattori». E quella per le scuole di istruire gli alunni «sui rischi derivanti dall’utilizzo della Rete» e del cyberbullismo. Prescrizioni anche per i voti: i professori dovranno considerare «non il singolo prodotto, quanto l’intero processo», evitando che lo studio sia «un riduttivo studio a casa del materiale assegna

 

 

 
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