Concorso Docenti: sui precari si aspetta Conte


Scuola, concorso ancora in stallo Sui precari ora si aspetta Conte

da Corriere della sera – 24/5/2020 - Gianna Fregonara

Non sono bastati l’intervento del premier Giuseppe Conte e un lungo, affollato vertice a Palazzo Chigi con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, il suo collega dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà e i capi delegazione della maggioranza e i capigruppo. Sulla sorte dei precari della scuola e del concorso straordinario previsto per quest’estate si gioca un’altra battaglia politica dentro il governo: sembra sempre più probabile il voto di fiducia sul decreto scuola, che oltre a disciplinare i concorsi detta le regole per la maturità eccezionale di quest’anno. Scade il 7 giugno e deve ancora essere approvato al Senato per poi passare alla Camera. Dunque il tempo stringe e si procederà a tappe forzate domani e dopo per provare a trovare una soluzione e arrivare ad una tregua tra gli alleati.

La sorte dei precari della scuola da mesi è terreno di scontro tra la ministra, appoggiata non senza qualche iniziale mal di pancia, dai Cinque Stelle, e Pd e Leu che si sono fatti portavoce delle rivendicazioni dei sindacati. Dopo diversi tentativi falliti di trovare un accordo su numeri, modalità della prova, requisiti e persino il numero delle domande della prova del concorso, dopo uno sciopero proclamato e poi rinviato per via dell’epidemia, nelle ultime settimane, cioè da quando la discussione è arrivata in commissione al Senato, lo scontro da sindacale è diventato politico. Contro la proposta di Azzolina c’è ora un’inedita sintonia tra Pd-Leu e Lega-Fratelli d’Italia, tutti contrari a far svolgere la prova scritta.

Nel merito infatti la ministra, difesa ieri sera dal premier Conte, vuole far svolgere un concorso superleggero con un test a risposte multiple come unico requisito per l’assunzione di 32 mila precari con almeno tre anni di anzianità. Pd e Leu in nome dell’emergenza Covid-19 vogliono imporre una graduatoria per titoli, senza concorso. «Il merito e la qualità dell’insegnamento non si misurano con una prova a crocette», sostiene il vicepresidente Pd della commissione Cultura Francesco Verducci, che preferirebbe misurarli con i punteggi delle graduatorie. Con Azzolina si schierano anche Italia viva e Più Europa che chiedono «selezione e concorsi». «Purché si arrivi ad avere gli insegnanti di ruolo in cattedra a settembre», chiosa Gabriele Toccafondi (Iv). Perché è proprio sui tempi che si gioca la contesa, che negli ultimi mesi ha assunto toni via via più duri: secondo la ministra il concorso si può fare ad agosto, con tutte le misure di sicurezza del caso, ma la metà della sua maggioranza ritiene di no. Qualche dubbio ce l’hanno anche al ministero e infatti due giorni fa Azzolina ha provato a proporre una mediazione: sì al mini-concorso d’estate con la prova scritta, come stabilito, ma se tornasse qualche rischio sanitario si potrebbero assumere i docenti in base ai titoli e poi svolgere una prova scritta durante l’anno scolastico per confermare l’assunzione. Insomma una soluzione mista, che però Pd e Leu hanno seccamente rifiutato.

Il limite: Il decreto che regola le assunzioni e anche la maturità scade il prossimo 7 giugno

Neppure il fatto che il numero di posti disponibili nel concorso sia passato da 24 mila a 32 mila, con una norma contenuta nel decreto Rilancio che aumenta i posti anche per il concorso ordinario che per ora è rinviato, ha rasserenato il clima. Ora toccherà a Conte trovare la via d’uscita, senza delegittimare Azzolina e il suo partito, ma evitando che la settimana prossima il Senato si trasformi di nuovo in un campo di battaglia per la maggioranza. Oggi farà una nuova proposta che tenga conto dei due scenari.

 

Prof per concorso o per anzianità? Scontro su 80 mila assunzioni

da la Repubblica – 24/5/2020 - C.Z.

Lo scontro sui concorsi estivi per i docenti non viene smontato dal vertice serale di Palazzo Chigi. Davanti al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la ministra dell’Istruzione ha tenuto il punto: «I tre concorsi si possono fare in estate e all’inizio dell’autunno. In sicurezza. È così in tutto il mondo e, da noi, nuovamente all’università. Perché non possiamo selezionare i precari migliori per la scuola?».

Ha detto Lucia Azzolina, nel corso dell’ultimo scontro in questi sei mesi complicati e conflittuali: «Per la prova straordinaria abbiamo predisposto il test al computer con il distanziamento necessario. Saranno a disposizione 33 mila postazioni in 8 mila istituti. Entreranno solo dieci candidati alla volta e le prove saranno spalmate su più giorni ».

La posizione della ministra ha trovato l’appoggio del premier e di Italia Viva, presente al tavolo con Davide Faraone, capogruppo al Senato: «Siamo contrari a qualsiasi sanatoria ». Dall’altra parte Pd e Leu hanno continuato a sostenere le ragioni della sicurezza clinica e di 80 mila precari: «Devono essere stabilizzati per anzianità di servizio e titoli, la selezione sarà fatta dopo un anno, orale. Il test a crocette, previsto ora, è una pessima prova e porterà i docenti in cattedra tardi».

Il vertice è stato aggiornato ad oggi, ma il livello della tensione è alto. In Senato, dove si sta discutendo il Decreto scuola, è depositato un emendamento ancora del Partito democratico e di Liberi e uniti che prevede, appunto, un concorso facilitato con ingresso in cattedra legato all’esperienza di insegnamento fin qui fatta e ai requisiti di partenza dei singoli docenti. «Il problema centrale», dice il senatore Francesco Verducci, vicepresidente della Comissione Istruzione al Senato, «è che con le prove in estate e ad ottobre non si riuscirà a portare due terzi dei docenti in cattedra subito in una stagione che si annuncia straordinariamente complicata ».

I concorsi sono tre, più il bando di una prova abilitativa. Daranno stabilità a 80 mila docenti. Il primo, straordinario, è per le scuole medie e superiori ed è previsto dal ministero a fine luglio. È necessario per stabilizzare il lavoro dei precari che già insegnano. Quindi, è previsto un concorso ordinario sempre per medie e superiori, in ottobre. Infine, c’è il bando per la scuola dell’infanzia e primaria.

I sindacati, uniti, dopo un passaggio dagli iscritti hanno sciolto le remore e minacciato uno sciopero. Anche in tempi di pandemia.

 

Concorsi precari: stallo a Palazzo Chigi, Conte farà proposta di mediazione

da Tuttoscuola – 24/5/2020

 

Quasi quattro ore di confronto a Palazzo Chigi non sono bastate per trovare un’intesa all’interno della maggioranza sul reclutamento dei precari della secondaria. Fonti giornalistiche parlano di toni molto accesi e di radicalizzazione delle posizioni con uno stallo che sembra essere senza via di uscita. Toccherà al premier Conte trovare una mediazione in questo fine settimana prima che in Senato inizino da lunedì le votazioni degli emendamenti per la conversione in prima lettura del decreto legge 22 sulla scuola (la Camera dovrà approvare in via definitiva entro il 7 giugno).

Si sono confrontati da una parte il M5S e, forse, Italia Viva e, dall’altra PD e Leu con due procedure di reclutamento divergenti: il concorso straordinario sostenuto dai primi (che fanno quadrato intorno al ministro Azzolina) e il concorso per soli titoli proposto dai secondi che hanno l’appoggio esterno di alcuni sindacati della scuola che minacciano lo sciopero.

Si tratta di due percorsi divergenti che, tuttavia, hanno in comune l’obiettivo di reclutare per il prossimo 1° settembre migliaia di precari storici con almeno tre anni di anzianità di servizio.

Non si tratta di 32 mila precari da stabilizzare a settembre, come sostiene qualche esponente grillino per evidenziare la portata dell’azione del ministro.

Infatti i 32 mila precari saranno assunti in ruolo nell’arco dei prossimi quattro anni, come previsto dal bando del concorso straordinario e ribadito dal recente DL 33 “Rilancio”.

A settembre, con l’una o l’altra procedura, potranno essere assunti soltanto circa 10 mila precari.

Soddisfatto dei contrasti il sen. Pittoni, presidente della Commissione istruzione a Palazzo Madama, e responsabile scuola della Lega, che spera venga accolta la sua proposta di utilizzare direttamente le graduatorie d’istituto esistenti, senza dover impiegare un tempo infinito per valutare i titoli di circa 70 mila potenziali candidati che vorranno concorrere al reclutamento.

Nelle ultime ore lo stesso Pittoni ha difeso indirettamente la posizione del PD, ricordando al M5S che il reclutamento per soli titoli non viola la Costituzione, considerato il fatto che da anni si può entrare nei ruoli della scuola attraverso le GAE senza avere sostenuto o superato un concorso per esami.

 

Concorso straordinario, proposta Conte forse domani. Alta tensione in maggioranza

da Orizzontescuola – 24/5/2020 – redazione

Sono ore decisive per una possibile intesa sul nodo scuola. Giuseppe Conte lavora sotterraneamente alla mediazione in vista del vertice che il capo del governo vuole sia risolutivo sullo scontro tra due fazioni della maggioranza: PD, LeU da un lato e M5S appoggiato da Italia Viva.

Sul nodo della scuola – in particolare del concorso straordinario per 25mila nuovi insegnanti per i precari da almeno tre anni – le parti restano distanti.

La proposta di Conte potrebbe arrivare domani, salvo colpi di scena che farebbero slittare in anticipo l’incontro al vertice.

Le posizioni

Il primo per una assunzione immediata per titoli dei precari con 36 mesi di servizio, il secondo gruppo per una selezione fin da subito, perché le condizioni sanitarie lo permettono tanto che i concorsi stanno ripartendo.

Ieri il tentativo di mediazione da parte del Primo Ministro Conte durante una riunione durata tre ore che ha visto i capigruppo di maggioranza, lo stesso Conte e il Ministro Azzolina confrontarsi senza trovare la quadra.

Decisione a fine serata: sarà il Primo Ministro a presentare una proposta di mediazione tra le due fazioni. Proposta che potrebbe arrivare oggi, ma potrebbe anche slittare a domani. Infatti, secondo quanto risulta alla nostra redazione, alle ore 15 e 15 ancora nessuna convocazione di un nuovo vertice.

Nel frattempo, a distanza i protagonisti dello scontro politico difendono le proprie posizioni a suon di comunicati.

Partito Democratico

Marcucci, capogruppo del PD al Senato, ribadisce la posizione del suo partito “l’emergenza sanitaria porta ad evitare il concorso a crocette e a sostituirlo con una prova che tutti i candidati potranno svolgere a fine anno scolastico”. Negli emendamenti, è bene ribadirlo, è presente una assunzione per titoli con un esame orale finale corrispondente a quello di fine anno di prova.

“Quindi per noi – aggiunge l’esponente Dem – bisogna valorizzare immediatamente il patrimonio di conoscenze dei precari ed inserire il primo settembre 40.000 insegnanti, non rinunciando al merito ed alla selezione con una prova vera a fine anno scolastico. Aspettiamo dal presidente Conte e dalla ministra Azzolina una mediazione nella direzione giusta”.

Sul tema è intervenuto oggi anche  il vicesegretario del Pd, Andrea Orlando, a ‘L’intervista di Maria Latella’, su SkyTg24, mostrando ottimismo: “penso che si troverà un equilibrio. Bisogna trovare un punto di equilibrio tra la selezione di chi entra e il momento emergenziale da Covid”, ha spiegato

Liberi e Uguali

Sulla questione anche LeU ha ribadito le sue posizioni, con un comunicato inviato alla nostra redazione. LeU che si trova sulla stessa lunghezza d’onda del Partito Democratico ed autore di emendamenti che chiedono anch’essi una assunzione senza prova selettiva. “La mediazione sul dl Scuola – scrive la De Petris – che il premier Conte si è impegnato a presentare non può essere basata sull’equilibrismo tra forze politiche, dando qualcosa a uno e qualcosa all’altro. Non è di una mediazione politicista che la scuola ha oggi bisogno ma di soluzioni efficaci e giuste”

“Deve essere garantito – prosegue la presidente De Petris – il rispetto dei precari, che in questi anni hanno tenuto in piedi il sistema scolastico. Bisogna dare certezze agli studenti e alle famiglie. Deve essere certo che la scuola ripartirà il primo settembre con i docenti al loro posto. Il concorso previsto attualmente dal dl Scuola, senza contare i rischi che comporta sul piano della sanità, non garantisce affatto questa certezza. Casomai assicura che la situazione sarà opposta. Per questo e non per difendere bandierine politiche bisogna trovare soluzioni diverse e che rispondano davvero alle esigenze del mondo della scuola, degli studenti e delle famiglie”, conclude la De Petris.

Forza Italia

Anche in FI si prendono posizioni: “Sarebbe meglio destinare tempo all’organizzazione del nuovo anno scolastico in totale sicurezza, si riconosca il giusto merito a questi docenti rimasti troppo a lungo precari”, sottolinea la vice capogruppo al Senato, Licia Ronzulli.

Movimento 5 Stelle

In risposta il Movimento 5 Stelle, con un comunicato della Senatrice Granato che marca la linea politica condivisa anche con il Ministro Azzolina.
“La linea del Movimento 5 Stelle sulla scuola e sui concorsi in particolare, non cambia. Il merito resta l’elemento centrale ed imprescindibile per accedere al ruolo di insegnante. Accogliamo comunque con favore le parole del capogruppo del Partito democratico Andrea Marcucci, che dichiara di non voler rinunciare al merito ed alla selezione”.

“Su questa base – conclude la Granato – è possibile trovare un accordo, purché la selezione sia davvero meritocratica e che si evitino soluzioni pasticciate. Restiamo aperti al dialogo ed al confronto, ma indisponibili a derogare a questi principi”.

 

 
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