Concorso Docenti: caos per la sanatoria sui precari


Concorso scuola, caos Governo sul Decreto/ Scontro Azzolina-Pd su sanatoria precari

IlSussidiario -  21.05.2020 - Niccolò Magnani

Caos sul concorso scuola, scontro nel Governo tra Pd e M5s sulla “sanatoria” dei precari: tempi stretti per il Dl Scuola, Azzolina tenta mediazione

L’accordo non si trova e il concorso scuola rischia sempre di più: da giorni ormai le delegazioni del Governo al Miur provano a dirimere un accordo di massima per inserire le norme chiare nel nuovo Decreto Scuola, ma i tempi stringono e quella “tregua” ancora non è stata raggiunta. L’aula del Senato dovrà votare martedì 26 maggio il testo varato in aprile, mentre la Camera, convocata per il giorno 29, dovrà concludere l’iter improrogabilmente nel giro di una settimana: nel mezzo, l’accordo che non si trova per le tensioni tra l’area M5s che fa capo al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e la corrente Pd che con la viceministra Anna Ascani non accetta alcuni punti chiave contenuti nel Decreto. Le norme che regolano il concorso straordinario – che permetterà a 32 mila supplenti precari con almeno tre anni di anzianità, di avere una cattedra di ruolo – sono contenute nel decreto del 7 aprile e con la scadenza agli sgoccioli si tenta una mediazione: l’esame previsto per i precari è unico con un quiz di 80 domande.

La ministra Azzolina immagina si possa tenere tra luglio e agosto ma dal Pd e da buona parte del Governo questa norma viene vista ancora come “troppo complessa”, chiedendo invece che si arrivi ad una “mezza sanatoria” che trasformi il concorso in una sostanziale graduatoria per titoli. Lega e FdI sarebbero d’accordo con la proposta fatta da Pd e Leu in merito, ma finora M5s e Azzolina hanno ribadito la loro contrarierà con il risultato è che da mesi ancora si attende una via libera al maxi-concorso di cui c’è tutto ormai (bandi e dettagli) ma manca solo la decisiva data della prova. Nell’ultimo Decreto Rilancio il Governo Conte ha cercato di trovare una “mediazione” aumentando i numeri dei posti in palio nel concorso, da 24mila fino a 32 mila, ma lo scontro non è si placato e ancora ieri nel vertice del Miur non si è trovato un punto in comune. Come ben spiega il Corriere della Sera, entro il 7 giugno infatti deve essere approvato definitivamente e il tempo dunque stringe «specie se si considera che oltre alle norme dei concorsi, il decreto è la cornice legislativa per la Maturità di quest’anno».

LA MEDIAZIONE SUL CONCORSO SCUOLA

Prima dell’ultima commissione andata a vuoto, la Ministra Miur ha proposto di mettere una clausola di emergenza nella legge per cui, nel caso di riemergere di altri contagi da coronavirus, i 32 mila docenti vengano comunque assunti a tempo determinato per l’anno prossimo, rinviando la prova alla prima data utile. Leu – e in particolare il suo sottosegretario De Cristoforo, molto vicino ai sindacati e anti-concorso – si è opposto alla norma e così è tornato il caos nel Governo a pochissimi giorni dall’approvazione del Dl Scuola. «Il Pd vuol far saltare il decreto», attaccano i M5s in una nota all’Adnkronos, cui però rispondono i dem «Qui nessuno vuol far saltare il decreto. Piuttosto stiamo cercando una mediazione». La mediazione alla fine dovrebbe convergere sulla proposta della Azzolina sul concorso a titoli laddove sia impossibile la prova scritta ma tra le diverse tensioni interne al Governo un retroscena vede a rischio proprio il ruolo della titolare Miur davanti ad un possibile prossimo rimpasto di Governo.

CAOS GOVERNO-MIUR, I TEMPI STRINGONO

Insomma, il caos è totale e a rimetterci potrebbero essere ancora i precari del mondo scuola: «Diversamente da quanto previsto, domani il Senato non approverà il Decreto scuola. La ministra Azzolina immagina un concorso a quiz, noi e altri, causa l’emergenza sanitaria, siamo contrari. Con le disposizioni di legge in vigore è assolutamente impossibile. Se ci si ostina a seguire questa strada, le scuole riapriranno in settembre nel caos. La cosa peggiore dopo mesi di chiusura. I socialisti faranno la loro parte, voglio sperare in buona compagnia», è la dura nota del senatore Psi Riccardo Nencini, facente parte del Governo, in merito al prossimo Dl Scuola. «La gestione del rientro a scuola a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione e le scorse settimane ci hanno mostrato l’importanza di aumentare la digitalizzazione dei nostri istituti e della nostra didattica: proprio a questo fine stanziamo 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola», ha spiegato invece il Premier Conte oggi nell’informativa in Parlamento, non citando però alcun passaggio in merito al discorso Concorso Scuola.

 

Concorso scuola, alta tensione Azzolina-Pd per la sanatoria dei precari

da Corriere della sera – 22/5/2020 - Gianna Fregonara

Dopo il caso Bonafede, un altro scontro politico sta facendo fibrillare la maggioranza. Il nodo del contendere sono i concorsi della scuola: le norme che regolano il concorso straordinario che permetterà a 32 mila supplenti con almeno tre anni di anzianità di avere una cattedra di ruolo sono contenute nel decreto del 7 aprile, in discussione al Senato da un mese e mezzo. La prova per i precari è unica, un quiz di 80 domande, che la ministra Azzolina immagina si possa tenere tra luglio e agosto. Non proprio una sanatoria ma quasi. Eppure da quando lo scorso dicembre si erano cominciate a mettere le basi per questo concorso semplificato, prima i sindacati e poi anche Pd e Leu si erano schierati contro Azzolina chiedendo di semplificare ulteriormente. Ma neppure l’emergenza ha smosso la ministra: i bandi sono pubblicati, manca soltanto la data della prova, che nei progetti della ministra dovrebbe essere entro l’estate.

La super sanatoria

Dall’arrivo del decreto scuola in Parlamento prima Leu e poi il Pd hanno presentato emendamenti per trasformare il concorso in una graduatoria per titoli. Trovandosi curiosamente in sintonia con i partiti dell’opposizione da Meloni a Salvini. Non sono bastate lunghe riunioni di maggioranza in questo mese e mezzo. Neppure la norma – contenuta nel decreto rilancio – che aumenta da 24 mila a 32 mila i posti del concorso ha placato gli animi. Mercoledì si sarebbe dovuto finalmente votare il decreto in commissione al Senato, per poi farlo passare velocemente per l’Aula del Senato e alla Camera: entro il 7 giugno infatti deve essere approvato definitivamente e il tempo è pochissimo, specie se si considera che oltre alle norme dei concorsi, il decreto è la cornice legislativa per la Maturità di quest’anno.

La mediazione

Tant’è. A questo punto il Pd è diviso tra chi pensa di chiudere lo scontro e chi non vuole mollare. Il confronto di mercoledì sera tra Azzolina (accompagnata dal ministro dei rapporti con il Parlamento D’Incà) e gli esponenti del partito per trovare una mediazione è finito senza accordo. L ministra ha proposto di mettere una clausola di emergenza nella legge per cui, nel caso di riemergere del coronavirus, i 32 mila docenti vengano comunque assunti a tempo determinato per l’anno prossimo rinviando la prova alla prima data utile. Il no di Leu ha trascinato con sé una parte della maggioranza. Mentre il M5S, non senza qualche malumore si è allineato alle decisioni della sua ministra, appoggiata in questa circostanza da Italia Viva. Ma le tensioni arrivano fino a dentro il ministero dell’Istruzione con il sottosegretario Peppe De Cristofaro (Leu) apertamente schierato con i sindacati e contro il concorso. Il clima resta molto teso. Non solo la ministra Bellanova (Iv) proprio ieri ha trovato l’occasione di attaccare Azzolina dicendo che le scuole si sarebbero dovute aprire già ora, ma le malelingue riferivano di manovre, al momento fantasiose, di una sostituzione della ministra con il presidente della commissione dei saggi Patrizio Bianchi, o addirittura con la sua vice ministra Anna Ascani.

I sindacati

C’è tempo fino a martedì per arrivare ad una soluzione, da inserire in un emendamento del governo sul quale ormai non si può fare a meno di mettere la fiducia, visto il ritardo nella discussione. Difficile immaginare che lo scontro arrivi al punto di compromettere la maggioranza. In più i sindacati che in questi mesi hanno avuto rapporti molto burrascosi con la ministra e che sui concorsi hanno fatto la loro prima battaglia al suo arrivo a viale Trastevere, da due giorni hanno ottenuto di sedersi ad un tavolo permanente al ministero per gestire la ripartenza di settembre e nelle prossime settimane la Maturità, un risultato per loro insperato solo qualche settimana fa quando della decisione di passare alla didattica online lo hanno letto dai giornali.

 

Concorsi per i precari, Conte prova la mediazione

da Il Sole 24 Ore – 22/5/2020 -  Eu. B.

Possibile fumata bianca sui concorsi per i precari della scuola. In un vertice convocato inizialmente per ieri sera a Palazzo Chigi dal premier Giuseppe Conte e poi rinviato a oggi, a cui sono attesi anche i capigruppo di maggioranza, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, illustrerà la sua mediazione sulla selezione da 32mila docenti con 3 anni di servizio negli ultimi 12 (a cui si aggiungono altre due selezioni “ordinarie” da 46mila cattedre aperte ai neolaureati su cui però non c’è conflitto). Pur mantenendo il punto sullo svolgimento di una prova scritta (un quiz al Pc di 80 quesiti in 80 minuti da tenersi tra luglio e agosto) la titolare di viale Trastevere punta a inserire una”clausola di salvaguardia” pronta a scattare in caso di quadro epidemiologico sfavorevole.

Il possibile compromesso
Agli aspiranti stabilizzandi verrebbe offerto un contratto a tempo determinato e la prova si svolgerebbe (sempre in forma scritta) più avanti. Si tratta del secondo tempo di un compromesso più ampio che il Governo ha avviato aumentando con il decreto Rilancio di 16mila le cattedre a disposizione tra selezioni straordinaria e ordinarie. Resta ora da capire se la mediazione, caldeggiata anche da Conte, basterà a LeU e ai senatori del Pd (tra i deputati le sfumature sarebbero diverse, ndr) che da settimane chiedono di portare a 40mila le assunzioni e di sostituire il quiz con un concorso per soli titoli seguito da un orale ex post. Sull’onda delle richieste avanzate dai sindacati che anche ieri, soprattutto da parte della Flc Cgil, sono tornati a minacciare lo sciopero.

L’impatto sulla maturità
Trovare la quadra significherebbe superare l’impasse che blocca da oltre un mese il Dl a Palazzo Madama e farlo arrivare in aula il 26 maggio. Così da passare alla Camera per ottenere l’ok definitivo (pena decadenza) entro il 7 giugno. Riuscirci metterebbe anche in sicurezza la maturità solo orale e in presenza) prevista nello stesso Dl e voluta dalla ministra per la «salvaguardia» dei maturandi e del loro percorso, come ha sottolineato lei stessa in audizione a Montecitorio.

 

 

 
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