Riapertura scuole: stoppata la sperimentazione piemontese


Martedì ritorno a scuola per bimbi del progetto pilota. Ecco come funziona

Orizzontescuola – 11/5/2020 - di redazione

 

Martedì 12 maggio alle ore 8 suonerà la campanella per i bambini di tre scuole piemontesi che hanno aderito al progetto pilota. Ecco come funziona.

A fornire le anticipazioni è Open online. I bambini che torneranno in aula martedì saranno 36 e vi rimarranno fino alle 18. Tre sono i paesi del Piemonte che hanno aderito alla sperimentazione.

Non si tratterà di un vero rientro a scuola, previsto per settembre, ma di un servizio di assistenza ai minori, visto che in aula non ci saranno gli insegnanti ma degli educatori di una cooperativa addetta, prima dell’emergenza, ai lavori del doposcuola. Gli educatori assisteranno i bambini nelle lezioni online e nello svolgimento dei compiti. Il progetto andrà avanti fino alla chiusura dell’anno scolastico, ovvero al 12 giugno.

Come funziona il progetto pilota

Le scuole di Borgosesia, Quarona e Varallo Sesia riapriranno seguendo un rigido protocollo di sicurezza: tutto il personale indosserà la mascherina, i bambini saranno tenuti a lavarsi le mani almeno una volta all’ora e potranno recarsi in bagno uno alla volta. Gli alunni per classe saranno di 4 per le scuole dell’infanzia e di 5 per la primaria. Le aule verranno fatte arieggiare per 10 minuti ogni ora. Ai bambini verrà rilevata la temperatura corporea più volte durante le ore di attività.

E’ prevista inoltre la sanificazione dei locali ogni 24 ore, genitori ed educatori verranno sottoposti a test sierologici, saranno garantiti 5 metri quadri di spazio per ogni bambino.

 

Stop sperimentazione riapertura scuole in Piemonte, violerebbe le norme. Tiramani, andiamo avanti

Orizzontescuola – 12/5/2020 - Anselmo Penna

Stop alla sperimentazione che doveva partire oggi 12 maggio di riapertura delle scuole per i bambini dai 3 ai 10 anni.

Nel progetto si prevede che gli alunni vengano seguiti da educatori e non da docenti, puntando a fornire un servizio alle famiglie a seguito del ritorno al lavoro per quanti coinvolti nella Fase 2 dell’emergenza.

Le classi formate di 4 bambini per la scuola dell’infanzia e di 5 per quelli iscritti alla primaria, almeno 4-5 metri quadrati di spazio a bambino. Prevista la sanificazione quotidiana dei locali, in bagno uno per volta, rilevazione della temperatura più volte al giorno, ingressi e uscite scaglionati, pasti sigillati in confezioni monoporzione..

Sperimentazione che sarebbe stata stoppata, secondo quanto risulta alla nostra redazione, dall’Ufficio Territoriale che ha inviato una nota ai dirigenti scolastici con la quale venivano riepilogate le norme in essere, evidenziando che non consentivano la realizzazione del progetto. Sarebbero, insomma, state violate le disposizioni di legge.

Uno stop che non ha, però, fermato il sindaco. Infatti, oggi Repubblica riporta che Tiramani ha annunciato che la sperimentazione andrà avanti anche se non saranno usati i locali della scuola. Saranno utilizzate le aule dell’asilo nido per i bimbi delle materne e due palestre per gli studenti delle elementari.

 

Stop della ministra al primo tentativo di riaprire la scuola

da il Corriere della Sera – 13/5/2020 - i DIEGO LONGHIN e CORRADO ZUNINO

Nuove assunzioni, altri 16 mila docenti, per sostenere la ripartenza della scuola a settembre. E i tentativi di sperimentare in anticipo un ritorno in classe non hanno l’appoggio del ministero. Il dietrofront nel Vercellese è arrivato ieri pomeriggio. Il sindaco di Borgosesia è convinto che all’origine ci sia il fastidio della ministra all’Istruzione Lucia Azzolina rispetto al servizio pensato nella scuola. La lettera è firmata dalla preside della elementare, Raffaella Paganotti. Prima aveva detto sì all’uso delle classi al sindaco Paolo Tiramani, che è anche deputato della Lega, per organizzare un servizio di assistenza per i bambini da 3 a 10 anni. La retromarcia da parte della preside è motivata dal dpcm di Conte, dal fatto che l’edificio, anche se di proprietà del Comune, è in concessione per i servizi scolastici fino a giugno. Il tutto corredato da una nota del provveditore di Vercelli. «Dietro a tutto mi sembra chiaro che ci sia un certo fastidio da parte della ministra Azzolina rispetto alla nostra iniziativa», dice il primo cittadino del Carroccio.

Oggi la campanella suonerà lo stesso per i 36 allievi di Borgosesia, Varallo Sesia e Quarona. Una sperimentazione che andrà avanti, ma non a scuola. Il sindaco ha trovato soluzioni alternative. «Per noi è fondamentale andare incontro alle esigenze dei genitori che sono tornati a lavorare — dice Tiramani — non è una questione ideologica. Io sono contrario alle idee espresse da Azzolina, ma vietare l’uso di un edificio di proprietà del Comune per un’iniziativa di sostegno alle famiglie mi sembra esagerato. Forse il ministro Azzolina non avendo figli non capisce le difficoltà di chi li ha». Tiramani userà le aule dell’asilo nido per i bimbi delle materne e due palestre per gli allievi delle elementari. A sorvegliarli gli educatori della cooperativa che seguiva il pre e il post scuola, dalle 8 alle 18.

Per ridurre il rischio sanitario è stato messo a punto un protocollo rigido. «Più rigoroso di quello che sta circolando ora rispetto all’apertura di Estate Ragazzi», dice il sindaco leghista. «Peccato, in classe i bambini avrebbero avuto più strumenti, come le lavagne luminose, e sarebbe stato un test sull’uso dell’edificio». I sindacati della scuola attaccano il sindaco: «Una mossa che non ci convince, ha un sapore populista», dicono Cgil, Cisl e Uil. «La scuola non è un baby parking», aggiunge l’Anief. Rispondono i genitori: «Giudicherò alla fine del servizio, ma per chi va a lavorare servono risposte concrete. E questa lo è», dice Claudio Tortoriello, uno dei padri che oggi affiderà i figli agli educatori.

A livello concreto il governo per la ripartenza prevede altre assunzioni: 16 mila stabilizzazioni di precari, 8 mila con un concorso straordinario tra luglio e agosto, altri 8 mila con un concorso ordinario ad ottobre. In tutto, tra i 62 mila già previsti, compresa la scuola per l’infanzia, e la nuova tranche si arriva ad un totale di 78 mila nuovi ingressi per riaprire le porte degli istituti a settembre.

 

 

 
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