Riapertura scuole: lo studio del Politecnico


Polimi, tutte le tappe per la graduale riapertura delle scuole

da Il Sole 24 Ore - 7/5/2020 - Tommaso Agasisti e Mario Calderini (Politecnico di Milano, School of Management)


Nelle ultime settimane, un gruppo di lavoro del Politecnico di Milano (composto da docenti e ricercatori di vari dipartimenti) sta lavorando alle analisi degli effetti di una graduale riapertura delle attività sociali ed economiche del Paese. L’intenzione del modello allo studio (denominato Modello UnLock) è di supportare i decisori politici e i loro consulenti tecnici, al fine di considerare i diversi elementi che concorrono alle “prestazioni” delle varie aree di attività e le relazioni sistemiche tra esse.

Nello specifico, il modello considera flussi di risorse e risultati con riferimento a diversi sotto-sistemi in cui si articola la nostra vita sociale ed economica: Persona, Impresa, Lavoro, Finanza (pubblica e privata), Scuola, Assistenza (welfare), Trasporti, Sanità, Turismo.

L’obiettivo del gruppo di lavoro non è tanto quello di formulare proposte specifiche e di dettaglio con riferimento a ciascuno di questi sotto-sistemi: per fortuna, su questo sono all’opera diversi gruppi di esperti dei vari settori, nonché gli Uffici delle varie amministrazioni pubbliche coinvolte. Piuttosto, il modello intende formalizzare un metodo di analisi delle complesse relazioni (sistemiche, prima ancora che quantitative) tra i diversi sotto-sistemi. In questo modo, il decisore che si avvalesse del modello UnLock per valutare gli effetti sistemici delle proposte specifiche considerate in un ambito, potrebbe vederne in modo organico le relazioni con gli altri sotto-sistemi (ad esempio: come un’apertura anche sperimentale di alcune scuole potrebbe influenzare il sistema dei trasporti, o la produttività del sistema imprenditoriale/economico e altro).

In questo quadro, il gruppo di lavoro ha elaborato delle linee di proposta per il settore scolastico ed educativo, ora al vaglio del modello UnLock. Nello sviluppare tali proposte, ci si è ispirati a due principi di azione. Il primo è che il sistema scolastico non possa essere ri-attivato e ri-aperto “per decreto”, con regole di dettaglio definite centralmente ed applicate uniformemente su tutto il territorio nazionale e per tutti gli ordini e gradi di scuola. Infatti, il sistema scolastico è molto eterogeneo e differenziato al suo interno, così come anche i contesti sociali, economici e territoriali in cui le singole realtà operano.

Da questo punto di vista, la regolazione delle fasi di rientro a scuola dovrebbe essere “leggera”, riguardare indicazioni di massima e poi prevedere un’applicazione flessibile e autonoma. Al contempo, le soluzioni adottate nei singoli contesti, anche con il supporto delle realtà territoriali, potrebbero essere molto più creative ed efficaci di quelle progettate in modo eccessivamente centralistico. Va dato atto ai territori di aver mostrato, in questo e altri momenti, la capacità di generare innovazione sociale di valore, creativa e costruttiva.

La ripresa scolastica dovrebbe dare credito a questa creatività autonoma. Il secondo principio di azione è che occorra “smitizzare” il 1° settembre come data di «ripresa delle attività scolastiche ed educative». Da un lato, è bene progettare e realizzare attività ben prima del 1° settembre, non solo per aiutare i genitori nella ripresa delle attività lavorative, ma anche per facilitare il recupero e il potenziamento delle conoscenze e competenze scolastiche. Dall’altro, appare oramai evidente a tutti che non esisterà alcun rientro massivo a scuola nelle modalità che tradizionalmente abbiamo vissuto, ed occorra invece prepararsi a gestire un autunno di graduale rientro, tra accortezze sanitarie, distanziamento sociale e sperimentazioni didattico/organizzative. In questo quadro, e seguendo le linee concettuali di sviluppo del modello UnLock (relazioni tra sotto-sistemi), le proposte formulate dal gruppo di lavoro del Politecnico per lo specifico sotto-sistema Scuola si articolano in tre orizzonti temporali: (1) breve periodo (2) periodo estivo e (3) ripresa delle attività scolastiche.

Per il breve periodo (maggio e giugno 2020), si propongono tre azioni. (1) Appare opportuno sviluppare servizi a domanda individuale, per la cura e la custodia dei bambini e permettere la partecipazione attiva dei genitori al mercato del lavoro. Tali servizi dovrebbero essere progettati sviluppati e gestiti dagli enti locali in stretta collaborazione con le realtà del terzo settore e, laddove possibile, con le scuole. Il servizio, pensato anzitutto per i bambini nella fascia 0-6 anni e per quelli della scuola primaria, dovrebbe consistere in un mix di azioni di custodia, socialità e educazione. I criteri di accesso a questo servizio dovrebbero prioritariamente riguardare la condizione di lavoro dei genitori e/o altre esigenze di assistenza (ad es., specifiche disabilità). (2) Si dovrebbe sperimentare la riapertura di alcune istituzioni scolastiche, per un tempo limitato (ad esempio 2/3 settimane tra maggio e giugno) in una logica di beta testing delle disposizioni sanitarie, organizzative e didattiche da adottare “a regime”. Tali sperimentazioni dovrebbero essere concordate con il Ministero dell’Istruzione e governate/coordinate a livello locale. (3) Si deve prevedere un intervento mirato, e concentrato nel tempo, sull’edilizia scolastica. Gli interventi, da definire in modo puntuale, rapido e selettivo dovrebbero riguardare adeguamenti strutturali ed infrastrutturali (comprese le infrastrutture tecnologiche). Le risorse per tali interventi sono in parte già disponibili (e andrebbero accelerate le relative procedure), e in parte richiedono un intervento straordinario che avrà benefici economici immediati (per le imprese del territorio) e futuri (per l’efficacia delle attività educative).

Con specifico riferimento al periodo estivo (seconda parte di giugno, luglio e agosto) il modello ha considerato due azioni principali. (1) Occorre progettare e realizzare, con la più vasta scala possibile, interventi di “scuole estive” per la custodia dei bambini/ragazzi e per il recupero scolastico. La progettazione di tali scuole estive dovrebbe coinvolgere il più ampio numero di attori possibili (scuole, associazioni, organizzazioni del terzo settore, enti locali) ed essere coordinata dagli enti locali. Il ruolo delle scuole è cruciale per identificare gli studenti che abbiano particolari necessità (ad esempio, mancanze di strumenti per la frequenza durante il periodo di emergenza, disturbi specifici dell’apprendimento, condizioni socioeconomiche svantaggiate e altro).

Inoltre, si dovrebbe prevedere la partecipazione dei docenti e dei dirigenti – su base volontaria – alla progettazione e realizzazione delle singole iniziative. Le iniziative da mettere in campo, peraltro, potrebbero avere formati diversi in termini di durata, articolazione, obiettivi specifici e modalità organizzative – sempre sotto il coordinamento degli enti locali e nel rispetto delle indicazioni sanitarie specifiche. (2) Il periodo estivo dovrebbe poi essere dedicato ad una azione sistematica di formazione dei docenti e dei dirigenti sull’utilizzo delle tecnologie per l’innovazione didattica, anche in una chiave di utilizzo sistematico e intelligente nella fase “a regime” (ossia, anche quando la presenza ridiventerà la norma dell’esperienza scolastica).

Infine, per il momento della ripresa delle attività scolastiche (da settembre) si ritiene che le azioni da realizzare siano due. (1) Definizione di protocolli per la mitigazione del rischio di contagio, e per stabilire buone norme di comportamento per la presenza a scuola. Il ruolo più importante in questo quadro sarà giocato dal Ministero della Salute e dalle autorità competenti, ma ovviamente sarà necessario tradurre le indicazioni che verranno fornite in norme di comportamento e pratiche a livello di singola istituzione. Il lavoro di dettagliare le indicazioni operative dovrà tenere conto delle caratteristiche degli edifici, dei possibili interventi da realizzare, dei layout organizzabili internamente e altro. A questo proposito, alcune proposte di dettaglio sono già in corso di definizione (si veda, ad esempio, l’interessante rapporto del Comune di Torino insieme al Politecnico della stessa città) e, più in generale, queste condizioni tecniche per la ripresa saranno auspicabilmente definite dalla task force istituita presso il Ministero dell’Istruzione. (2) Realizzazione di linee guida per l’adozione di pratiche di didattica innovativa, anche mediante l’utilizzo della tecnologia.

A regime, l’utilizzo di piattaforme, strumenti e metodologie tecnologiche sarà molto diverso da quello sperimentato nella fase di emergenza. Tuttavia, l’esperienza maturata in questo periodo può divenire un patrimonio di indicazioni sui punti di forza e le criticità di pratiche diverse, articolate per le scuole dei diversi ordini e grado. La possibilità di raccogliere e sistematizzare indicazioni operative, in questo quadro, rappresenta un possibile ruolo per i regolatori nazionali e locali, nonché un’area di lavoro importante per i Dirigenti Scolastici ed i loro collaboratori. In realtà, la vera sfida che si trovano davanti le scuole nella prospettiva della ripresa è di integrare e conciliare gli strumenti di prevenzione sanitaria con quelli di efficacia formativa, senza sacrificare alle legittime preoccupazioni della prima prospettiva i fondamentali obiettivi della seconda.

Nelle prossime settimane, il modello UnLock sarà ulteriormente sviluppato per consentire una riflessione su queste e altre proposte nel quadro delle diverse relazioni tra sotto-sistemi. Peraltro, in questi giorni, siamo entrati in contatto con diverse amministrazioni locali, assieme alle quali vorremmo accompagnare sperimentazioni e progettazione di interventi sistemici di innovazione sociale ed educativa. Siamo convinti, in questo modo, di poter dare un contributo alla progettazione di una fase di ripresa post-crisi che sia il meno possibile frammentata e tenga adeguatamente conto delle complessità legate alla gestione delle varie componenti della vita sociale e culturale del Paese.





 
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