ScuolaMondo/Ghana: università per le eccellenze


La scuola per leader di Patrick Awuah

Corriere - Paolo Lepri - 03 gennaio 2020

 

Ad Accra, capitale del Ghana, in un’area geografica dove un terzo dei ragazzi tra dodici e quattordici anni non va nemmeno a scuola, ha sede un’università modello, la Ashesi

«Se visitate Accra preparatevi a non dormire», scrive sul Guardian il discografico Alvin Bekoe riferendosi all’atmosfera creativa della megalopoli affacciata sulla costa atlantica dell’Africa Occidentale. Ma la capitale del Ghana non è solo questo: è la sede di un’università modello, la Ashesi, fondata da Patrick Awuah Jr in un’area geografica dove un terzo dei ragazzi tra dodici e quattordici anni non va nemmeno a scuola. «Non si tratta soltanto di mettere un giovane in un’aula: bisogna che impari», dice a Der Spiegelquest’uomo che se ne è andato dalla Microsoft, dove ha lavorato a lungo, per realizzare il proprio sogno. «Chi non ha frequentato una scuola e non ha nessuna speranza di un futuro professionale – aggiunge – può essere facilmente reclutato da una gang criminale o da un gruppo terrorista».

  Era il 1997 quando Awuah Jr, cinquantacinquenne, cresciuto ad Accra, trasferitosi negli Stati Uniti dove si è laureato in ingegneria e scienze economiche allo Swarthmore College, ha fatto le valigie ed è tornato a casa. La Ashesi University, da lui creata, è oggi una realtà di eccellenza, dove si tenta di preparare una nuova classe dirigente adeguata alla sfide del presente. La metà dei 2.000 studenti di ventotto Paesi differenti che la frequentano ricevono un sostegno finanziario che non deve essere poi restituito. «Tutto questo però non basta: è necessario – sottolinea – investire pesantemente in tutto il continente nella preparazione degli insegnanti e nelle infrastrutture educative».

  In un Paese che ha percorso un difficile cammino democratico (guidato ora da un presidente, Nana Akufo-Addo, che è benvisto all’estero ma ha aumentato i suoi ministri del 45%, portandoli a 125, come ricorda The Economist), Patrick Awuah Jr preferisce parlare in generale del fatto che «in questa parte del mondo ci sono leader che accettano che la gente debba essere povera». «Questo non è giusto – aggiunge – ed è la ragione per cui abbiamo deciso di impegnarci sul problema della leadership. Con dei buoni leader, l’effetto è largamente positivo per milioni di persone». Sarà anche troppo semplice, ma è molto vero.


 
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