Concorso Dirigenti: il problema delle rinunce, restano le reggenze


Scelta sedi neo Dirigenti Scolastici: già numerose rinunce, come assegnare posti che si liberano

Orizzontescuola – 16/8/2019 -  redazione

 

Concorso Dirigenti Scolastici: l’ultima fase del percorso, l’assegnazione della sede di titolarità, rischia di essere un punto debole del sistema, aperto a nuovi possibili contenziosi. 

Rinuncia alla regione assegnata per algoritmo

La regione è stata assegnata ai primi 1984 vincitori del concorso Dirigenti Scolastici tramite un algoritmo, sulla base delle preferenze indicate su Istanze online.

Dei 1.984 vincitori assegnati – ha comunicato il Miur –  1.147 sono stati destinati alla prima Regione scelta, 262 alla seconda e 146 alla terza.

Al di là di questo gruppo c’è però quello per i quali la regione assegnata è dalla quarta alla quattordicesima.

Sono tante le rinunce che pervengono da parte dei candidati – denuncia il sindacato UIL – per cui molte Direzioni Scolastiche Regionali si trovano con posti ancora vacanti

Essere destinati ad una sede scolastica  in molti casi a ben mille chilometri di distanza è cosa ben diversa della possibilità di opzionare una sede scolastica, più vicina alla propria regione, per rinuncia dei destinatari.

Il sindacato UIL si mette a disposizione per trovare una soluzione con il Miur perché questi posti liberati dalle rinunce possano essere offerti a coloro che a suo tempo avevano chiesto di essere assegnati in ben precise regioni.

Una proposta non condivisa dal sindacato UDIR, secondo il quale si aprirebbe la strada a contenziosi infiniti, perché si dovrebbe ripartire dal primo e azzerare le assegnazioni alle regioni disposte dell’algoritmo.

La gestione delle rinunce

Al momento, in linea astratta, si prevede infatti che il posto libero per rinuncia del candidato assegnato, venga assegnato dall’USR competente per scorrimento.

Diciamo in linea astratta perché in realtà su questo non c’è normativa né il punto è stato trattato nella nota del Miur sull’assegnazione delle sedi.

In teoria infatti anche candidati oltre il numero 1.984 dovrebbero poter esprimere in ordine le loro preferenze per poi procedere ad un nuovo algoritmo sulle sedi libere.

Altrimenti una stessa sede potrebbe essere offerta contemporaneamente a più candidati.

Discrezionalità USR nell’assegnazione della sede

Un’altra criticità emersa in questi giorni è quella della discrezionalità degli USR nell’assegnazione alla sede, come denunciato dal sindacato CISL.

Le criticità dal 2020/21

Secondo UDIR serve piuttosto una mobilità straordinaria, in deroga al vincolo triennale.

Si potrà infatti verificare che un dirigente per esempio calabrese o siciliano con punteggio medio alto abbia lasciato obbligatoriamente la propria regione nell’a.s. 2019/20, mentre un altro collocato in graduatoria in posizione più bassa ottenga una sede nella regione di appartenenza nell’a.s. 2020/21.

In questo modo – afferma UDIR – si disinnesca ogni forma di meritocrazia espressa dalla migliore posizione in graduatoria.

 

 

Concorso dirigenti: le assunzioni non basteranno per eliminare le reggenze

Tecnicadellascuola – 15/8/2019 – Reginaldo Palermo

 

I  1.900 (o poco più) nuovi dirigenti scolastici che prenderanno servizio fra due settimane con l’avvio dell’anno scolastico 2019/20 non saranno sufficienti per coprire tutti i posti vacanti e così le reggenze continueranno ad affliggere il sistema scolastico, soprattutto in alcune regioni.

Rusconi (ANP Lazio): nella regione mancheranno ancora 70 dirigenti

A lanciare l’allarme è Mario Rusconi, presidente regionale dell’ANP Lazio.
Secondo i calcoli di Rusconi, a Roma e nelle altre province laziali, arriveranno a settembre 108 nuovi dirigenti ma ce ne vorrebbero almeno altri 70.
“Certamente – osserva Rusconi – il concorso appena concluso ha aiutato, ma sulle 3mila presidenze scoperte che ci sono in tutta Italia, il Ministero dell’Economia ha autorizzato per il prossimo anno scolastico la copertura di solo 1.984 scuole, le altre, invece, saranno coperte nel 2020 e nel 2021
.

Il problema delle presidenze “scoperte” si complica anche per altri motivi.
Intanto c’è il fatto che in tutta Italia ci sono alcune centinaia di istituti che, essendo sottodimensionati, non possono avere un proprio dirigente ma devono necessariamente essere affidati a reggenze.

Ci sono anche vincitori di concorso che stanno rinunciando

Ma c’è anche un’altra questione: secondo le prime notizie di fonte sindacale sembra che un certo numero di vincitori del concorso preferiscano rinunciare all’incarico piuttosto che scegliere una sede particolarmente lontana dalla propria residenza.
Al momento attuale, però, non si sa ancora se alle rinunce corrisponderanno altrettante assunzioni oltre la posizione 1.984.
A conti fatti, insomma, con il prossimo settembre un buon numero di istituzioni scolastiche avranno finalmente il proprio dirigente, ma non è detto che tutto filerà liscio.





 

 
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