Dispersione scolastica: commento ai dati della Corte dei conti


Dispersione scolastica l’ultimo (assurdo) scippo ai danni del Mezzogiorno

QUOTIDIANO DEL SUD L'ALTRA VOCE DELL' ITALIA - 09-08-2019 - VINCENZO DAMIANI

 

 

 

La Corte dei conti sui fondi del piano di riparto per la dispersione scolastica L'emergenza è più grave al Sud ma al Nord vanno più soldi

 

Dispersione scolastica 'ultimo (assurdo) scippo ai danni del Mezzogiorno L'emergenza è più grave al Sud ma al Nord vanno più soldi Dopo il danno la beffa: senza una spiegazione decurtati i trasferimenti per il Meridione 

L’abbandono degli studi è un fenomeno più dilagante al Sud rispetto al resto d'Italia, lo confermano i dati del ministero dell'Istruzione. Eppure, nel riparto delle risorse destinate dallo Stato per incentivare "progetti in aree a rischio, a forte processo migratorio e contro la dispersione scolastica" sono le Regioni del Nord ad incassare più soldi. Non solo: mentre i fondi destinati a Lombardia, Veneto, Friuli, Piemonte raddoppiano o, comunque, lievitano nel 2017 rispetto all'anno prima, il Mezzogiorno vede decurtarsi i trasferimenti. L'ennesimo "scippo" emerge dal rapporto della Corte dei Conti intitolato "La lotta alla dispersione scolastica: risorse e azioni intraprese per contrastare il fenomeno (2012-2018)": secondo la tabella riportata nella relazione, nel 2017 c'è stato un incremento complessivo delle risorse rispetto all'anno prima, si passa da 18,4 milioni a 23,8 milioni Però, a fare la parte del leone è ancora una volta il Nord, l'aumento del fondo, infatti, finisce nelle casse delle già ricche Regioni settentrionali, NORD-EST PRIVILEGIATO Ecco qualche esempio: il Piemonte passa da 928mila euro a 1,5 milioni; la Lombardia da 2,19 milioni a 3,6 milioni; il Veneto da 1,1 a 1,8 milioni; il Friuli da 263 a 417mila euro; la Liguria da 339 a 692nula euro; Emilia Romagna da 1 a 1,6 milioni; la Toscana da 700mila euro a 1,7 milioni. 

E il Sud? La Puglia, che nel 2016 si vedeva assegnare 1,8 milioni, nel 2017 si è dovuta accontentare di 1,4 milioni, 400mila euro in meno; la Campania è passata da 3,1 a 2,6 milioni; la Basilicata da 341 a 183 mila euro; la Calabria da 1,1 milioni a 973mila euro; il Molise da 119mila euro ad appena 73mila euro; solamente la Sicilia, ma in questo caso si tratta di Regione a statuto speciale, ci "guadagna" leggermente, passando da 2,5 a 2,6 milioni. 

NESSUNA SPIEGAZIONE Motivo di queste differenze? Non è dato sapersi, almeno nemmeno i giudici contabili riescono ad avere una risposta: "Non viene aggiunto alcun elemento - si legge nella relazione - in inserito alla composizione dell'indicatore sul quale si basa la ripartizione delle risorse, né sulle azioni poste in essere, laddove, invece, sussiste una chiara regolamentazione della procedura operativa con il coinvolgimento dei diversi attori". 

OBIETTIVI DEL FONDO Il fondo nazionale viene utilizzato, ad esempio, per la realizzazione di progetti sia in orario curricolare, sia in orario extracurricolare, prevedendo il ricorso a modelli organizzativi e didattici differenti rispetto al modello di apprendimento utilizzato nella scuola tradizionale e privilegiando le attività laboratoriali e l'utilizzo di tecnologie e tecniche di tutorato. Le iniziative possono essere di diversa natura: attività di orientamento e/o ri-orientamento, aggregative-socializzanti, ludico-ricreative, di rafforzamento della motivazione e delle competenze, nonché attività di sensibilizzazione sui temi legati al disagio rivolte alle famiglie e attività di formazione dei docenti. Che la dispersione scolastica sia più accentuata al Sud rispetto al Nord non è in discussione, così come è un dato acclarato che le situazioni di disagio sociale e di povertà sono più diffuse nel Mezzogiorno. 

RESTA IL DIVARIO Basta dare un'occhiata alle statistiche del ministero: "II fenomeno è in calo, ma resta il divario fra Nord e Sud", si legge nell'ultimo report pubblicato dal Miur. Ed in effetti, nel 2016 complessivamente 14.258 ragazze e ragazzi, pari allo 0,8% di coloro che hanno frequentato la scuola secondaria di I grado, hanno abbandonato gli studi in corso d'anno o nel passaggio fra un anno e 

l'altro. Al Sud la propensione all'abbandono è stata maggiore, con 1'1%, mentre nel Nord la percentuale è stata più contenuta, con lo 0,6%. Tra le regioni con maggiore dispersione spiccano la Sicilia con 1'1,3%, la Calabria, la Campania e il Lazio con 1'1%. La percentuale più bassa si evidenzia in Emilia Romagna e nelle Marche con lo 0,5%. L'abbandono nella scuola di Ð grado, invece, è stata del 4,3% (112.240 ragazze e ragazzi). La dispersione è stata molto elevata soprattutto nel primo anno di corso (7%). 

I maschi abbandonano più delle femmine e il Mezzogiorno ha ancora una volta una percentuale più elevata rispetto alla media nazionale (4,8%). 

FUGA DAI BANCHI Tra le regioni con maggiore abbandono spiccano Sardegna, Campania e Sicilia, con punte rispettivamente del 5,5%, del 5,1 % e del 5,0%. Mentre le percentuali più basse si evidenziano in Umbria con un valore del 2,9% e in Veneto (3,1%). 

Nelle scuole paritarie si registra un maggiore abbandono con una percentuale del 7,6% contro il 4,1% delle scuole statali. L'abbandono complessivo più contenuto si è registrato per i licei che hanno presentato mediamente una percentuale del 2,1%. 

Per gli istituti tecnici la percentuale è stata del 4,8% e per gli istituti professionali dell'8,7%. Quello della dispersione scolastica non è un tema secondario, da poter sottovalutare, perché come evidenzia la Corte dei Conti "è intuitivo che il basso livello di competenze di molti giovani si riflette sul tasso di occupazione nel mondo del lavoro e, in generale, sulla capacità del Paese di produrre Pii. E' costo per la collettività in termini di ulteriori spese; il complessivo investimento pubblico rischia, altresì, di essere vanificato dal mancato raggiungimento di una piena scolarizzazione". 

PERCENTUALI ELEVATE e a conferma dei dati ministeriali, anche i giudici contabili evidenziano che "la dispersione scolastica raggiunge percentuali in Italia elevate soprattutto nel Meridione". Il Sud, quindi, paga due Un'aula vuota, simbolo del problema della dispersione volte: prima, quando i suoi giovani si ritrovano per strada, senza istruzione e senza lavoro; e dopo, quando quei giovani diventano adulti disoccupati e senza competenze. "La scuola italiana - lancia l'allarme la Corte dei Conti - rischia non solo di mancare l'obiettivo indicato a livello europeo di riduzione del 10 per cento degli abbandoni, ma anche di aumentare sul suo territorio le disparità sul diritto all'istruzione. Permane il problema di una adeguata valorizzazione di quell'immenso capitale umano, che è la formazione dei giovani. Anche in questo caso, è osservabile una carenza di decisione e progettualità, oltre che una forte resistenza a mettere in discussione il modello curricolare tradizionale e gli stili professionali consolidati dei docenti. Andrebbero, quindi, sviluppate strategie che consentano di intercettare il disagio, e che riescano a rimotivare lo studente con percorsi di istruzione basati sull'esperienza dell'apprendimento e non sul contenuto (ciò che si deve insegnare), prevenendo così, sia la dispersione scolastica che l'insuccesso nei percorsi superiori (vedi università) migliorando sensibilmente la capacità di ingresso nel mondo del lavoro". 

 




 
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