Professione Docente: ma i Professori sono impiegati?


Ma i prof non sono impiegati, i professori trattati da impiegati

CORRIERE DELLA SERA - 9/8/2019 - di Giuseppe Bertagna

 

II grande Keynes, nel 1936, scriveva che «la difficoltà non sta nelle idee nuove, ma nell'evadere dalle idee vecchie, le quali, per coloro che sono stati educati come lo è stata la maggioranza di noi, si ramificano in tutti gli angoli della mente». 

Niente di più vero anche per spiegare come mai non si trovino insegnanti che occupino le cattedre libere nelle scuole di Milano. 

Ma potremmo dire in Lombardia e pure in Veneto o in Emilia. A maggior ragione se si tratta di cattedre di discipline scientifiche e tecnologiche. Perché una realtà così «controintuitiva» rispetto alla disoccupazione intellettuale giovanile esistente? Non bisogna aver timore di dire la verità. 

Bisogna perciò riconoscere anzitutto che si tratta di fenomeni vistosi e ricorrenti da almeno 60 anni. In secondo luogo, che da altrettanti anni, da noi, c'è un sistema di reclutamento tanto centralizzato quanto inefficiente, retto da una ferrea alleanza buro-sindacalpartitica, piena di eccezioni e ricorsi che danno sì lavoro a giudici, avvocati e sindacalisti ma che poco o nulla hanno a che fare con la qualità dell'insegnamento. In terzo luogo, perché, in nome di una giustizia astratta, quindi ingiusta, in Italia si pagano allo stesso modo tutti i docenti, indipendentemente 

E sensato dare lo stesso stipendio a un docente che vive in una città dove il costo della vita è tarato su un reddito prò capite di oltre 30 mila euro (Milano) e in città (come Enna, Cosenza o Ragusa) m cui è quasi la metà? Infine perché il sistema della formazione iniziale dei docenti fa amaramente ridere. Dura troppo (al punto che fa entrare in ruolo oltre i 40 anni), comincia troppo tardi ed è impostato su tutto salvo che sull'unica strada che serve per non ridurre l'insegnamento, scriveva già nel 1915 Giuseppe Lombardo Radice, a routinario «ricantare» manuali, prontuari e esercizi: ovvero la continua analisi critica di situazioni reali di insegnamento. 

È come ci fossimo dimenticati che il docente non è un «impiegato», ma un alto testimone di una da ciò che insegnano, da come lo insegnano e soprattutto da dove lo insegnano,  professione talmente delicata e complessa che, da Fiatone e Agostino fino a Freud e Lacan, si è definita «impossibile». 

 

 


 
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