Decreto scuola: risente delle turbolenze del Governo


Crisi di Governo, rischio concorsi a cattedra, nome precari e aumenti stipendiali

da Orizzontescuola - 9/8/2019 - Anselmo Penna


Crisi di Governo, conferme dal mondo della politica con Salvini che parrebbe intenzionato a staccare la spina al Governo: salvo bluff.

La situazione politica

Il Leader della Lega ieri ha detto la sua in modo chiaro  “Si è rotto il rapporto di fiducia. Non ci sono più le condizioni per andare avanti, col voto sulla Tav abbiamo preso atto che non è più possibile fare le riforme”.

La Tav è stata  una delle tante inconciliabilità tra i due partiti di maggioranza. Tra i punti caldi anche la scuola che, ricordiamo, ha visto acuirsi lo scontro sul cosiddetto Salva-precari.

Da un lato la Lega che spinge per dei provvedimenti che consentano ai docenti con 36 mesi di servizio di accedere ad un corso di abilitazione e un concorso straordinario senza selezione e dall’altro, il Movimento 5 Stelle che vuole un test selettivo ai PAS e un concorso più selettivo.

Patto sindacati e Governo

Ricordiamo che l’11 giugno sindacati della scuola e Governo (Conte presente) hanno sottoscritto un accordo che contiene diversi punti.

Oltre alla questione precariato, nell’accordo sono inclusi altri importanti punti:

  • esclusione della scuola dalla regionalizzazione, punto che è stato al centro di forte scontro all’interno del Governo e che ha visto un ridimensionamento delle richieste di Lombardia e Veneto appoggiate dalla Lega grazie allo stop del Movimento 5 Stelle. Riforma messa al momento in stand by

  • aumenti stipendiali con lo scopo di elevare il prestigio sociale degli insegnanti e portare gli stipendi a livello di quelli europei

  • valorizzazione del personale ATA e problematiche dei DSGA facente funzione

Rischio accordo e concorsi a cattedra

La questione del precariato con avvio PAS e concorso riservato ha visto una parziale conclusione questa settimana con un decreto accolto “salvo intese” da parte del Consiglio dei Ministri.

Un “salvo intese” che prevede un ulteriore confronto tra le due forze politiche che potrebbe comportare modifiche al testo. Di fatto, al momento, non esiste un decreto emanato, di conseguenza una crisi di Governo farebbe perdere il lavoro effettuato in questi mesi di intenso confronto tra mondo del precariato, sindacati e forse politiche.

A rischio, ovviamente, anche le problematiche relative agli ATA, per i quali non esiste allo stato attuale nessuna proposta concreta, e DSGA per i quali esiste soltanto un progetto di proposta di intervento.

Rischio anche per i concorsi a cattedra preventivati per il 2019. Non soltanto il concorso straordinario, ma anche quelli ordinari a partire da infanzia-primaria e secondaria di I e II grado.

Concorso più volte annunciati e che sono stati rimandati a dopo l’estate, entro il 2019. Il problema è che se crisi sarà, in autunno andremo verso le elezioni con un governo in dismissione che difficilmente avrà l’interesse ad avviare le procedure concorsuali.


Decreto scuola, Bussetti e sindacati a braccetto hanno fatto fuori il M5S. I grillini vogliono far saltare il banco

da La Tecnica della Scuola - 9/8/2019 - Alessandro Giuliani


C’è un dato importante, sinora poco evidenziato, sul decreto scuola che salverebbe una bella fetta di precari storici della scuola: si tratta del fatto che per una volta le organizzazioni sindacali maggiori sono pienamente d’accordo con il ministro, eppure il provvedimento rimane a rischio di mancata ratificazione finale. Anche perché appare difficile, se non impossibile, che le modifiche reclamate dai “grillini”, orientate a realizzare una maggiore selezione dei partecipanti a Pas e concorsi riservati, per favorire il merito, possano essere realizzate dopo il via libera, seppure “salvo intese”, del CdM.

I sindacati: decreto senza cambiamenti sostanziali

Nemmeno i diretti interessati lo nascondono. Giovedì 8 agosto lo hanno ribadito i sindacati. Prima con una nota congiunta, firmata da Francesco Sinopoli, Flc-Cgil, Maddalena Gissi, Cisl Scuola, Giuseppe Turi, Uil Scuola Rua, Elvira Serafini, Snals Confsal e Rino Di Meglio, Gilda Unams nella quale hanno scritto che “un concreto passo avanti è stato fatto, ora è necessario che il decreto venga pubblicato e approvato in tempi brevi, senza cambiamenti sostanziali, e includendo anche la previsione di un concorso riservato ai facenti funzioni DSGA, in coerenza con i contenuti dell’intesa”.

Dopo aver detto che la posizione contraria del M5S “appare connotata in senso ideologico, i leader sindacali hanno ricordato che si dimentica che “i destinatari delle misure scaturite dal confronto sindacati Miur sono persone che hanno già maturato nelle nostre scuole una consistente esperienza di lavoro, è grazie a loro se si sono potute svolgere le attività didattiche in decine di migliaia di classi, il che avrebbe reso possibile anche il riscontro di eventuali impreparazioni o incompetenze”.

Gissi (Cisl Scuola): l’unico limite del decreto è la sua transitorietà

Anche dalle singole sigle giungono segnali in questa direzione: “Le soluzioni riprese nel testo del decreto sui precari varato dal CdM di mercoledì 6 agosto, frutto di un confronto approfondito tra sindacati e Miur al tavolo tematico sul reclutamento, tengono conto sia della necessità di assicurare un adeguato livello di qualità professionale di chi accede all’insegnamento, sia del doveroso riconoscimento del servizio prestato dai precari con giusto equilibrio fra le tante e spesso contrastanti aspettative del precariato stesso”, ha tenuto a dire Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola.

“Quelle individuate sono soluzioni – rileva la sindacalista – che rispondono in modo equo ed efficace alle esigenze di stabilizzazione del precariato nella scuola, offrendo nel contempo e più in generale opportunità per chi vuole intraprendere percorsi di crescita lavorativa”.

Per la segretaria generale della Cisl Scuola, “se proprio si vuole trovare un limite alle misure previste, è il loro carattere transitorio, mentre un efficace contrasto alla precarietà, valorizzando il lavoro, andrebbe affidato a soluzioni strutturali”.

Il ministro: nessuna modifica, testo già concordato

A ricordare l’accordo Miur-sindacati è stato anche lo stesso titolare del Miur: “E’ decisamente falso che il Ministro Marco Bussetti abbia preso alcun impegno a modificare il testo presentato. Al contrario, sia nelle riunioni preparatorie svoltesi a Palazzo Chigi, sia durante il CdM di ieri sera, il Ministro ha sempre evidenziato che il testo del decreto non può subire modifiche di sorta poiché è stato condiviso con tutte le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto scuola”.

Granato (M5S): questo reclutamento andava concordato, ma non ci hanno consultato

Ad opporsi in modo netto all’accordo è il Movimento 5 Stelle. I motivi li ha spiegati alla Tecnica della Scuola la senatrice pentasellata Bianca Laura Granato, parlando di “un anno di lavoro portato avanti dal MIUR con orientamento contraddittorio e con scarsi confronti con il ministro”, accusandolo di non essere più “uomo di Stato il Ministro”, ma “uomo di partito”, perché avrebbe “attuato una manovra per dirottare i consensi di alcuni insegnanti sulla Lega, secondo il cliché ormai noto che vede la scuola come serbatoio elettorale”.

Le accuse verso Bussetti, di cui si chiede la testa, sono pesantissime, perché “un ministero così importante non può mettere a soqquadro il sistema di reclutamento come se non ci fosse un domani, senza per giunta convergenza con il partner di governo a cui deve chiedere il voto in commissione e nelle aule parlamentari”.

L’impressione, quindi, è che la rottura tra i due partiti di maggioranza, almeno sul fronte scuola, stavolta possa essere insanabile. Soprattutto perché i provvedimenti non sono più condivisi: un “particolare” non da poco, se si pensa che il partito a non essere più considerato dal ministro dell’Istruzione è quello che ad oggi mantiene ancora la netta maggioranza di voti.






 
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