ISTAT/Dispersione scolastica riprende a crescere


L’abbandono scolastico riprende a crescere anche al Nord Un giovane su 4 tra i 15 e 29 anni non studia e non lavora

da ItaliaOggi – 16/1/2019 - Angela Iuliano

 

Lo rileva l’ultimo rapporto sul benessere equo e sostenibile dell’Istat

Si interrompe la riduzione dell’abbandono scolastico. Anche al Nord. Nel 2017, infatti, i giovani di 18-24 anni che non sono inclusi nel sistema di istruzione e formazione e possiedono al più la licenza media sono aumentati, arrivando in un anno all’11,3% contro il 10,6% del 2016. A certificarlo è l’ultimo Rapporto sul benessere equo e sostenibile (Bes), recentemente dall’Istat, che nel 2017 segna una flessione dell’indice per il dominio Istruzione e formazione, interrompendo un trend positivo che aveva caratterizzato gli anni precedenti (www.istat.it).

L’indice, infatti, assume il valore di 106,6 punti contro i 197,8 del 2016. Tra gli indicatori che pesano rispetto all’anno precedente c’è proprio l’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione, unico che peggiora insieme alla partecipazione alla formazione continua e alla quella culturale. Mentre nel confronto con cinque anni prima, il 2010, a peggiorare è la partecipazione alla scuola dell’infanzia, la quota di giovani Neet che né studia né lavora, oltre alla partecipazione culturale. Il peggioramento nella riduzione dell’abbandono scolastico, spiega l’Istat, «a livello generale è attribuibile alla componente maschile»: il 16,6%, rispetto al 16,1% del 2016. Mentre l’uscita dal sistema di istruzione è più elevata nelle isole.

I giovani di 18-24 anni con la sola licenza media e non inseriti in un percorso di istruzione o formazione, infatti, sono il 21,2% in Sardegna e il 20,9% in Sicilia. In altre regioni, invece, la percentuale di giovani che abbandona è inferiore al valore medio europeo: in Abruzzo (7,4%), provincia di Trento (7,8%), Umbria (9,3%), Emilia-Romagna (9,9%), Marche (10,1%), Friuli-Venezia Giulia (10,3%) e Veneto (10,5%). In leggera diminuzione anche la partecipazione alla scuola dell’infanzia, sebbene nell’anno scolastico 2016/2017 si mantiene su livelli molto elevati con il 91,1% dei bambini di 4-5 anni che ha frequentato la materna. Tuttavia, si inserisce nel contesto di una tendenza negativa avviatasi nell’anno scolastico 2012/2013.

Nel 2017, poi, le uscite precoci dal sistema formativo risultavano in leggero aumento: i giovani di 18-24 anni con la licenza media che non sono inseriti in un percorso di istruzione o formazione sono il 14%. Erano il 13,8% nel 2016. Eppure, commenta l’Istat, «l’accesso per tutti ad un sistema di istruzione di qualità e la permanenza nel sistema almeno fino al completamento del diritto-dovere all’istruzione sono fondamentali prerequisiti per il miglioramento del capitale sociale di un Paese».

La quota dei giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano e non studiano, i Neet, rimane molto elevata, mostrando valori simili a quelli dell’anno precedente: il 24,1%. La quota di persone di 25-64 anni che hanno partecipato ad attività di istruzione e formazione nelle ultime 4 settimane è del 7,9%, con un lieve arretramento rispetto all’anno precedente. Tuttavia, migliora il livello di istruzione della popolazione italiana.

Nel 2017 aumentano le persone di 25-64 anni con almeno il diploma superiore rispetto all’anno precedente, rispettivamente 60,9% e 60,1%. Mentre le persone che hanno conseguito almeno il diploma superiore sono il 74,8% tra i giovani di 25-34 anni e il 47% tra le persone di 60-64 anni. Con riferimento all’anno accademico 2017/2018 nel ciclo di studi terziario, poi, si conferma stabile al 50,5% il tasso di passaggio dalla scuola all’università dei giovani diplomati. Infine, aumenta al 26,9% la quota di persone di 30-34 anni che conseguono una laurea o altro titolo di studio di livello terziario. Era 26,2% nel 2016.

 

 
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